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IAS 19 TFR CONSULENZA

IAS 19 TFR VALUTAZIONE E CALCOLO ATTUARIALE IAS 19 - SOFTWARE IAS PER ATTUALIZZAZIONE TFR

In occasione della riforma della Previdenza Complementare e del TFR lo Studio ha realizzato con la Attuariale srl un nuovo software per la valutazione attuariale semplificata (in termini di richiesta dati alle aziende) per la valutazione attuariale del TFR in base ai principio IAS 19 . La nuova valutazione tiene conto anche della registrazione del "curtailment" previsto dallo IAS 19 per effetto della recente riforma, sull'argomento segue un articolo descrittivo.
La Attuariale srl propone servizi di consulenza a valutazione a costi particolarmente contenuti, è possibile richiedere un preventivo on line registrandosi oppure alla Segreteria all'indirizzo
info@attuariale.com
Può anche essere fornita la valutazione secondo il principio contabile statunitense FAS 87.


Lo IAS 19 sul TFR e il “Curtailment” per effetto della Riforma della Previdenza Complementare 2007
Articolo del 15 ottobre 2007 a cura di Ottavio Santoro

PREMESSA

La recente riforma della previdenza complementare contenuta nel d.lgs. 252/2005 è stata avviata, con modifiche, dalla legge finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2006 n. 296). La riforma ha apportato sostanziali modifiche anche alla valutazione attuariale del TFR disciplinata dallo IAS 19, di seguito si cercherà di delineare i punti essenziali del nuovo quadro normativo, relativo agli aspetti attuariali, agli impatti bilancistici sul conto economico e sullo stato patrimoniale.


Cenni all’ambito di applicazione IAS-IFRS

In merito all’ambito di applicazione dell’enunciata valutazione attuariale sul TFR dettata dallo IAS 19, si fa riferimento alle società che applicano in bilancio i principi contabili internazionali. In breve, esse sono: società quotate, banche, sim e intermediari finanziari (es. Finanziarie, Sgr) sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia, Compagnie di Assicurazione o società che emettono strumenti finanziari diffusi tra il pubblico nonché tutte le società che rientrano nell’area di consolidamento di quelle già menzionate (cfr. Regolamenti (CE) n. 1602/02 e 1725/03; D.Lgs. n.38/2005).

La metodologia attuariale PUCM per lo IAS 19 sul TFR

La metodologia utilizzata per la valutazione attuariale del TFR viene denominata Projected Unit Credit Method (PUCM) la quale determina dei risultati svincolati dal criterio civilistico tradizionalmente utilizzato per definire la posta di bilancio.

La valutazione della passività IAS relativa dall’accantonamento del TFR, parte dalla definizione di basi tecniche demografico-attuariali ed economico-finanziarie.
Le basi tecniche demografico-attuariali partono dalla stima di frequenze relative alla mortalità e all’invalidità della popolazione dei lavoratori, dei tassi di turn-over aziendale, pensionamenti anticipati, frequenza ed entità delle anticipazioni di TFR. Le basi economico finanziarie, invece, riguardano i futuri livelli di inflazione, le dinamiche retributive nominali attese (comprensive delle dinamiche ex CCNL). In ogni caso, alcune ipotesi economiche riguardanti la collettività dei dipendenti vengono condivise con l’azienda al momento della valutazione attuariale.
In breve e in forma molto semplificata la metodologia PUCM può essere descritta come la simulazione nel futuro degli obblighi nei confronti di ciascun dipendente (successivi salari, successivi TFR, successive prestazioni erogabili) e nell’attualizzare poi l’impegno alla data di bilancio.

L’impatto della Riforma sulle valutazioni attuariali del TFR IAS 19

Per giungere alle novità tecniche relative all’applicazione della riforma nella previdenza nell’ambito dei bilanci relativo allo IAS 19 valutiamo inizialmente la nuova disciplina civilistica.

La Legge Finanziaria 2007 e tutte le successive fonti secondarie, hanno disciplinato la destinazione del TFR maturando dei dipendenti delle aziende private.

I dipendenti, nel primo semestre 2007, hanno dovuto scegliere dove destinare il loro Trattamento di Fine Rapporto in corso di maturazione sino ad oggi gestito esclusivamente dal datore di lavoro e in minima parte destinato alla previdenza complementare.

A prescindere dalle concrete modalità di manifestazione della volontà possiamo dire che a partire dal 1 luglio 2007 il TFR maturando dei dipendenti viene ad essere accantonato nei Fondi Pensione Chiusi o Negoziali, nei Fondi Pensione Aperti, nei fondi residuali o presso il Fondo Tesoreria istituito presso l’Inps oppure, su volontà del lavoratore, è possibile che il TFR rimanga in azienda (ma solo le società con organico fino a 49 dipendenti).

Per quel che riguarda gli aspetti IAS-IFRS il nostro interesse ricade sulla valutazione del “post-employment benefit plan” che continua ad essere garantito dall’azienda e che quindi rientra nella valutazione IAS 19.

Premesso quanto sopra, ci può essere utile analizzare le varie componenti in cui viene suddiviso il TFR del dipendente da un punto di vista civilistico:

a) le quote di TFR che rimangono in azienda accantonate sino al 31/12/2006

b) le quote di TFR che rimangono in azienda accantonate dopo il 31/12/2006

c) le quote di TFR destinate alla Previdenza Complementare (in qualsiasi forma)

d) le quote destinate al Fondo di Tesoreria istituito presso l’Inps

e) le quote di TFR destinate fuori azienda per effetto del silenzio-assenso

La suddivisione di cui sopra richiede una riflessione in merito all’effettivo onere dell’azienda relativamente alle diverse “destinazioni” delle quote del dipendente.

L’obbligo dell’azienda di garantire il TFR accantonato rivalutato secondo il 75% dell’inflazione ISTAT più l’1,5% ricade solo sulle quote di cui al punto a) e su quelle al punto b) (solo per le aziende fino a 49 dipendenti), ne segue che solo per tali contributi dovrà essere mantenuta la valutazione attuariale sul TFR essendo un “post-employment benefit plan” a differenza degli altri casi per i quali, l’obbligo dell’azienda, si esaurisce con il versamento dei contributi definiti dal dipendente o dalla normativa.

Le differenze tra gli entro e gli oltre 50 dipendenti

In definitiva, risulta quindi differente la disciplina della valutazione attuariale per le aziende fino ai 49 dipendenti da quelle con almeno 50 dipendenti.

Le aziende più piccole non hanno avuto consistente impatto IAS per effetto della riforma 2007 se non quello, e solo in rari casi, di aver visto aumentare i contributi dei dipendenti a forme di previdenza complementare.

Per quel che riguarda le aziende più grandi c’è bisogno di fare un approfondimento, per il fatto che, a prescindere dalla destinazione del TFR dei dipendenti, sono state concretamente spossessate del TFR maturando. L’impatto relativo a questo fenomeno viene disciplinato dal paragrafo 115 dello IAS 19, che disciplina le variazioni strutturali ai “post-employment benefit plan” con l’esigenza di valutarne l’effetto quantitativo sul bilancio. La valutazione del “settlement” o più spesso denominata “curtailment” concettualmente dovrebbe essere calcolata per ciascun dipendente a partire dalla data da cui il suo TFR maturando confluisce fuori azienda, quindi una data variabile tra il 01/01/2007 e il 30/06/2007, solitamente però si procede convenzionalmente con il calcolo di tale impatto al 31/12/2006 o comunque entro il 30/06/2007.

Tale “curtailment” (cfr. paragrafo 109 e seguenti dello IAS 19)) ha messo in luce una riduzione tendenziale della passività IAS TFR che viene ad essere catalogata tra i proventi non ricorrenti del costo del personale. Per gli aspetti contabili si può fare riferimento alla recente appendice alla guida operativa n.1 approvata dal Comitato esecutivo dell’OIC in data 26/09/2007.

Il Current Service Cost

In merito alle altre componenti di conto economico delle modifiche sostanziali riguardano anche il “current service cost” definibile come il valore attuale medio dei benefici maturati dai dipendenti nel corso dell’esercizio. Lo stesso, per le aziende più grandi, risulterà pari a zero a partire dal 01/01/2008 e, per le aziende più piccole, continuerà ad essere tanto maggiore quanto più alta è la porzione di TFR maturando che continua ad essere accantonato in azienda.

Infine, un ultimo aspetto da evidenziare è quello delle dinamiche salariali attese. Si può dire che, in assenza di accantonamenti di TFR in azienda, a prescindere dalle sue dimensioni, risulta indifferente sui risultati quantitativi, l’ipotesi sulle future linee salariali.

Il presente articolo viene redatto a titolo personale e quindi non rappresenta in nessun modo la posizione ufficiale dell'Ordine Nazionale degli Attuari.

Lo “Studio Attuariale.com”, supporta numerose società multinazionali, società quotate e non, nella corretta individuazione e quantificazione delle poste di conto economico e stato patrimoniale riguardanti i benefici ai dipendenti (employee benefits) disciplinati dallo IAS 19. Tali valutazioni si aggiungono alle altre valutazioni attuariali e finanziarie dettate dagli principi contabili internazionali con particolare riferimento allo IAS 37 (Fondo Indennità Suppletive di Clientela) all’IFRS 2 (valutazione del prezzo dei Stock Options Plans) e valutazioni finanziarie secondo lo IAS 39.

Ottavio Santoro - Attuario e-mail: santoro@attuariale.com

Per richiedere un preventivo sui costi di questo tipo di valutazioni è sufficiente contattare la Segreteria dello Studio di Consulenza info@attuariale.com oppure registrarsi sul sito e richiedere un preventivo anche on line.

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IL PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE IAS 19
(RIVISTO NELLA SOSTANZA NEL 2002)
Benefici per i dipendenti
Il presente Principio contabile internazionale così rivisto nella sostanza sostituisce lo IAS 19, Benefici pensionistici, che era stato approvato dal Board nel 1993 in una versione rivista nella sostanza. Il presente Principio rivisto nella sostanza è entrato in vigore a partire dai bilanci degli esercizi con inizio dal 1o gennaio 1999 o da data successiva.
Nel maggio 1999, lo IAS 10 (rivisto nella sostanza nel 1999), Fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio, ha modificato i paragrafi 20 (b), 35, 125 e 141. Il testo così come modificato è entrato in vigore dai bilanci degli esercizi con inizio dal 1o gennaio 2000 o da data successiva. L 261/138 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 13.10.2003

Il presente Principio è stato modificato nel 2000 per cambiare la definizione di attività a servizio del piano e per introdurre i requisiti di rilevazione, valutazione e informazioni integrative dei rimborsi. Tali modifiche sono entrate in vigore a partire dagli esercizi con inizio dal 1o gennaio 2001 o da data successiva.
Ulteriori modifiche sono state apportate nel 2002 con lo scopo di evitare che la rilevazione di utili potesse avvenire esclusivamente a seguito di attualizzazioni di perdite o costi previdenziali relativi alle prestazioni di lavoro passate e la rilevazione di perdite esclusivamente a seguito di attualizzazioni di utili. Tali modifiche entrano in vigore a partire dagli esercizi che si chiudono al 31 maggio 2002. È incoraggiata un'applicazione anticipata.

INTRODUZIONE
1. Il presente Principio definisce il trattamento contabile e le informazioni integrative dei benefici per i dipendenti da parte dei datori di lavoro. Esso sostituisce lo IAS 19, Benefici pensionistici, approvato nel 1993. Le principali differenze rispetto al precedente IAS 19 sono riportate nel paragrafo 3 dell'Appendice C (Motivazioni per le conclusioni) che non fa parte di questo testo, ma può essere ritrovata nel volumetto singolo dello IAS 19 emesso nel febbraio del 1998. Il presente Principio non tratta le informazioni che devono essere presentate dai piani previdenziali per i dipendenti (vedere IAS 26, Fondi di previdenza).

 

2. Il presente Principio individua cinque categorie di benefici per i dipendenti:
(a) benefici a breve termine, quali salari, stipendi e contributi per oneri sociali, indennità sostitutive delle ferie annuali e delle assenze permalattia, compartecipazioni agli utili e incentivi (se dovuti entro i dodici mesi successivi alla chiusura dell'esercizio) e benefici in natura (quali assistenza medica, abitazione, auto aziendali e beni o servizi gratuiti o forniti a costo ridotto) per il personale in servizio;
(b) benefici successivi al rapporto di lavoro quali pensioni, altri benefici previdenziali, assicurazioni sulla vita e assistenza medica successivi al rapporto di lavoro;
(c) altri benefici a lungo termine ai dipendenti inclusi permessi legati all'anzianità di servizio, disponibilità di periodi sabbatici, premi in occasione di anniversari o altri benefici legati all'anzianità di servizio, indennità per invalidità e, se dovuti dopo dodici mesi o più dal termine dell'esercizio, compartecipazione agli utili, incentivi e retribuzioni differite;
(d) benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro;
(e) benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale.
3. Il presente Principio prevede che l'impresa rilevi i benefici a breve termine per i dipendenti quando i dipendenti abbiano prestato la propria attività lavorativa in cambio di quei benefici.
4. I benefici successivi al rapporto di lavoro sono classificati come piani a contribuzione definita o come piani a benefici definiti. Il presente Principio fornisce specifiche linee guida sulla classificazione di piani comuni a più aziende, piani statali e piani con benefici assicurati.
5. Nei piani a contribuzione definita l'impresa paga dei contributi fissi a un'entità distinta (un fondo) e non avrà un'obbligazione legale o implicita a pagare ulteriori contributi qualora il fondo non disponga di attività sufficienti a pagare tutti i benefici per i dipendenti in relazione alla prestazione resa dai dipendenti nell'esercizio corrente e in quelli precedenti. Il presente Principio richiede che l'impresa rilevi i contributi a un piano a contribuzione definiti quando i dipendenti abbiano prestato la propria attività lavorativa in cambio di quei contributi.
6. Tutti gli altri piani a benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro sono piani a benefici definiti. I piani a benefici definiti possono essere non finanziati o essere interamente o parzialmente finanziati. Il presente Principio prevede che l'impresa:
(a) rilevi non solo le proprie obbligazioni giuridiche ma anche eventuali obbligazioni implicite derivanti dalle consuetudini aziendali; 13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 261/139

(b) determini il valore attuale delle obbligazioni a benefici definiti e il fair value (valore equo) di ogni attività a servizio del piano con sufficiente regolarità in modo tale che gli ammontari esposti nel bilancio non differiscano significativamente da quelli che sarebbero determinati alla data di riferimento del bilancio;
(c) utilizzi il metodo della proiezione unitaria del credito per la valutazione delle sue obbligazioni e dei suoi costi;
(d) attribuisca i benefici ai periodi di impiego secondo la formula dei benefici del piano, a meno che la prestazione di un dipendente in anni successivi conduca a un livello di benefici significativamente più elevato rispetto a quello degli anni precedenti;
(e) utilizzi ipotesi attuariali obiettive e tra loro compatibili in merito alle variabili demografiche (quali il tasso di rotazione dei dipendenti e la mortalità) e alle variabili finanziarie (quali incrementi futuri delle retribuzioni, variazioni delle spese sanitarie e alcune variazioni dei benefici statali). Le ipotesi finanziarie devono basarsi sulle attese del mercato, alla data di riferimento del bilancio, per l'esercizio nel quale le obbligazioni devono essere estinte;
(f) determini il tasso di sconto con riferimento ai rendimenti di mercato di titoli di aziende primarie alla data di riferimento del bilancio (o, nei Paesi nei quali non esiste un mercato significativo di tali titoli, titoli di stato) di valuta e condizioni coerenti con la valuta e le condizioni delle obbligazioni per i benefici successivi al periodo di lavoro;
(g) deduca dal valore contabile dell'obbligazione il fair value (valore equo) di eventuali attività a servizio del piano. Alcuni diritti di rimborso non qualificabili come attività a servizio del piano sono trattati allo stesso modo di tali attività, a eccezione di quelli presentati, anziché a deduzione del valore dell'obbligazione, come attività separata;
(h) determini il valore contabile di un'attività in modo che non ecceda il netto totale di:
(i) eventuali costi previdenziali relativi a prestazioni di lavoro rese negli esercizi passati e non rilevati e perdite attuariali non rilevate; più
(ii) il valore attuale di qualsiasi beneficio economico disponibile sotto forma di rimborsi dal piano o riduzioni delle contribuzioni future al piano;
(i) rilevi il costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro rese negli esercizi passati con il metodo a quote costanti nel periodo medio fino all'acquisizione dei benefici modificati;
(j) rilevi gli utili e le perdite di una riduzione o estinzione di un piano a benefici definiti nel momento in cui tale riduzione o estinzione si verifica. L'utile o la perdita devono comprendere qualsiasi modifica del valore attuale della obbligazione a benefici futuri definiti e del fair value (valore equo) delle attività a servizio del piano e la parte non rilevata degli eventuali utili o perdite attuariali e costi previdenziali relativi alle prestazioni di lavoro passate; e
(k) rilevi la parte degli utili e delle perdite attuariali netti complessivi che supera il maggiore tra:
(i) il 10 % del valore attuale dell'obbligazione a benefici definiti (prima della deduzione delle attività a servizio del piano); e (ii) il 10 % del fair value (valore equo) delle eventuali attività a servizio del piano.
Per ogni piano a benefici definiti deve essere rilevata la parte degli utili e delle perdite attuariali che ricade al di fuori del «corridoio» del 10 % alla precedente data di riferimento divisa per la prevista vita lavorativa media residua dei dipendenti che partecipano al piano.
Il presente Principio consente anche l'utilizzo di metodi sistematici di più rapida rilevazione contabile, a condizione che sia applicato lo stesso principio sia agli utili sia alle perdite e che il principio sia applicato coerentemente da un esercizio all'altro. Tali metodi consentiti includono la rilevazione contabile immediata di tutti gli utili e perdite attuariali. L 261/140 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 13.10.2003

7. Il presente Principio prevede un metodo di contabilizzazione più semplice per i benefici a lungo termine per i dipendenti diversi dai benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro: gli utili e le perdite attuariali e il costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate devono essere contabilizzati immediatamente.
8. I benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto lavorativo sono i benefici dovuti ai dipendenti in seguito: alla decisione dell'azienda di concludere il rapporto di lavoro di un dipendente prima della data normale di pensionamento o alla decisione di un dipendente di concludere volontariamente il rapporto di lavoro in cambio di tali benefici. L'evento che dà origine all'obbligazione è l'interruzione del rapporto di lavoro e non la prestazione professionale svolta dal dipendente. Perciò, l'impresa deve contabilizzare i benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro quando, e solo quando, può dimostrare di essersi impegnata a:
(a) concludere il rapporto di lavoro di un dipendente o di un gruppo di dipendenti prima della normale
data di pensionamento; o
(b) corrispondere i benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro in seguito all'offerta fatta per incentivare le dimissioni volontarie.
9. L'impresa è impegnata, in modo dimostrabile, a interrompere il rapporto di lavoro quando, e solo quando, ha un dettagliato piano formale (con le indicazioni generali del contenuto) per l'interruzione del rapporto di lavoro e non ha realistiche possibilità di recedere dal piano.
10. I benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro devono essere attualizzati se sono dovuti dopo più di dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio. Nel caso di un'offerta fatta per incentivare le dimissioni volontarie, la valutazione dei benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro deve basarsi sul numero di dipendenti che si prevede accettino l'offerta.
11. I benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale sono rappresentati da quei benefici per i quali: i dipendenti hanno diritto a ricevere strumenti finanziari rappresentativi di capitale emessi dall'impresa (o dalla sua controllante); o l'ammontare delle obbligazioni dell'impresa nei confronti dei dipendenti dipende dal prezzo futuro di strumenti finanziari rappresentativi di capitale emessi dall'impresa. Il presente Principio richiede che siano fornite alcune informazioni integrative relative a tali benefici, ma non definisce le modalità di rilevazione contabile e di valutazione.
12. Il presente Principio entra in vigore dagli esercizi che iniziano il 1o gennaio 1999 o da data successiva.
L'applicazione anticipata è incoraggiata. Nell'esercizio in cui è adottato per la prima volta il presente Principio, l'impresa può contabilizzare, su un periodo non superiore a cinque anni, ogni aumento delle sue passività per benefici successivi al rapporto di lavoro. Nel caso l'adozione del presente Principio comporti una diminuzione delle passività, questa deve essere rilevata immediatamente.
13. Il presente Principio è stato modificato nel 2000 per cambiare la definizione di attività a servizio del piano e per introdurre le disposizioni relative alla rilevazione, valutazione e informazioni integrative dei rimborsi. Tali
modifiche entrano in vigore a partire dagli esercizi con inizio dal 1o gennaio 2001 o da data successiva. Una
applicazione anticipata è incoraggiata.

 

SOMMARIO
Paragrafi
Finalità
TFR IAS 19 Ambito di applicazione 1-6
TFR IAS 19 Definizioni 7
TFR IAS 19 Benefici a breve termine per i dipendenti 8-23
TFR IAS 19 Rilevazione e valutazione 10-22
TFR IAS 19 Benefici a breve termine per i dipendenti 10
TFR IAS 19 Brevi assenze retribuite 11-16
TFR IAS 19 Compartecipazione agli utili e piani di incentivazione 17-22
TFR IAS 19 Informazioni integrative 23
TFR IAS 19 Benefici successivi al rapporto di lavoro: distinzione tra piani a contribuzione definita e piani a Benefici definiti 24-42
TFR IAS 19 Piani pensionistici relativi a più datori di lavoro 29-35
TFR IAS 19 Piani previdenziali statali 36-38
TFR IAS 19 Benefici assicurati 39-42
TFR IAS 19 Benefici successivi al rapporto di lavoro: piani a contribuzione definita 43-47
TFR IAS 19 Rilevazione e valutazione 44-45
TFR IAS 19 Informazioni integrative 46-47
TFR IAS 19 Benefici successivi al rapporto di lavoro: piani a benefici definiti 48-125
TFR IAS 19 Rilevazione e valutazione 49-62
TFR IAS 19 Contabilizzazione dell'obbligazione implicita 52-53
TFR IAS 19 Stato patrimoniale 54-60
TFR IAS 19 Conto economico 61-62
TFR IAS 19 Rilevazione e valutazione: valore attuale delle obbligazioni relative a benefici definiti e costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti 63-101
TFR IAS 19 Metodo di valutazione attuariale 64-66
TFR IAS 19 Attribuzione del beneficio ai periodi di lavoro 67-71
TFR IAS 19 Ipotesi attuariali 72-77
TFR IAS 19 Ipotesi attuariali: tasso di sconto 78-82
TFR IAS 19 Ipotesi attuariali: retribuzioni, benefici e costi per assistenza medica 83-91
TFR IAS 19 Utili e perdite attuariali 92-95
TFR IAS 19 Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate 96-101
TFR IAS 19 Rilevazione e valutazione: attività a servizio del piano 102-107
TFR IAS 19 Fair value (valore equo) delle attività a servizio del piano 102-104
TFR IAS 19 Rimborsi 104A-104D
TFR IAS 19 Rendimento delle attività a servizio del piano 105-107
TFR IAS 19 Aggregazioni di imprese 108
TFR IAS 19 Riduzioni ed estinzioni 109-115
TFR IAS 19 Esposizione in bilancio 116-119 L 261/142 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 13.10.2003
TFR IAS 19 Compensazione 116-117
TFR IAS 19 Distinzione corrente/non corrente 118
TFR IAS 19 Componenti finanziarie di costi per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro 119
TFR IAS 19 Informazioni integrative 120-125
TFR IAS 19 Altri benefici a lungo termine 126-131
TFR IAS 19 Rilevazione e valutazione 128-130
TFR IAS 19 Informazioni integrative 131
TFR IAS 19 Benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro 132-143
TFR IAS 19 Rilevazione 133-138
TFR IAS 19 Valutazione 139-140
TFR IAS 19 Informazioni integrative 141-143
TFR IAS 19 Benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale 144-152
TFR IAS 19 Rilevazione e valutazione 145
TFR IAS 19 Informazioni integrative 146-152
TFR IAS 19 Disposizioni transitorie 153-156
TFR IAS 19 Data di entrata in vigore 157-160
I principi evidenziati graficamente in grassetto corsivo devono essere letti nel contesto della documentazione e delle indicazioni per l'applicazione contenute nel presente Principio e nel contesto della Prefazione ai Principi contabili internazionali. I Principi contabili internazionali non si applicano a elementi non rilevanti (vedere paragrafo 12 della Prefazione).

 

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