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IFRS 7 INFORMAZIONI INTEGRATIVE IN BILANCIO SUGLI STRUMENTI FINANZIARI

IFRS 7 INFORMAZIONI INTEGRATIVE IN BILANCIO SUGLI STRUMENTI FINANZIARI
articolo a cura di Alberto Canclini e Ottavio Santoro

Informativa di bilancio: IFRS 7, informazioni integrative per gli strumenti finanziari
Introduzione
Nell’agosto del 2005 lo IASB ha emesso il principio contabile IFRS 7, il quale sostituisce lo IAS 30 (Informazioni richieste nel bilancio delle banche e degli istituti finanziari) e le disposizioni informative dello IAS 32 (Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio e informazioni integrative)
[1]. L’IFRS 7 disciplina l’informativa da fornire in merito alla rilevanza degli strumenti finanziari per la posizione finanziaria e l’andamento economico dell’entità, all’esposizione ai rischi di credito, di liquidità e di mercato derivanti dagli strumenti finanziari, nonché ai processi adottati dalla direzione aziendale per la gestione dei suddetti rischi. Nel gennaio 2006 la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ha pubblicato all’interno del regolamento 108/2006 il nuovo principio contabile internazionale, applicabile obbligatoriamente a partire dal 1° gennaio 2007 (auspicandone, tuttavia l’adozione anticipata). Alcune società quotate italiane hanno usufruito della facoltà concessa, applicando l’IFRS 7 a partire dal bilancio 2005.
Di seguito sarà analizzato l’esempio del Gruppo Fiat che ha adottato l’IFRS 7 a partire dal bilancio 2005. Nelle note al bilancio consolidato al 31 dicembre 2006 si legge, infatti:
“L’IFRS 7 e l’emendamento allo IAS 1 hanno efficacia a partire dal 1° gennaio 2007. Il Gruppo Fiat ha adottato anticipatamente l’IFRS 7 per l’esercizio iniziato il 1° gennaio 2005.”

Il nuovo principio contabile internazionale svolge un ruolo importante nel contesto IAS/IFRS in quanto completa le linee guida dello Standard setter mondiale in materia di strumenti finanziari. L’IFRS 7 unifica e razionalizza in un solo principio contabile l’informativa di bilancio sugli strumenti finanziari, disciplinata in precedenza in maniera frammentata.
Il Principio contabile internazionale si applica a tutti gli strumenti finanziari (per esempio azioni, obbligazioni, crediti, derivati) intesi – dallo stesso IASB – come “qualsiasi contratto che dia origine a un’attività finanziaria per un’entità (impresa) e a una passività finanziaria o a uno strumento rappresentativo di capitale per un’altra entità (impresa)”. Questa definizione assai ampia obbliga di fatto tutte le imprese che redigono i bilanci in conformità agli IAS/IFRS a tenerne conto. Il possesso anche di un solo credito commerciale, infatti, impone (con riferimento alle poste interessate e ai rischi assunti) l’adozione del principio in parola.
Contenuto dell’IFRS 7
Le informazioni integrative previste dal Principio contabile internazionale possono essere sostanzialmente ricondotte 1) alla valutazione dell'impatto che gli strumenti finanziari hanno sul risultato economico e sulla posizione patrimoniale finanziaria dell’entità; 2) alla valutazione dei rischi correlati agli strumenti finanziari.
Tale suddivisione è graficamente rappresentata nella figura seguente: (figura non visualizzabile)

Per quanto attiene l’impatto degli strumenti finanziari l’entità deve fornire il seguente set di informazioni:
o le singole categorie di strumenti finanziari (misurati al fair value rilevato a conto economico, posseduti sino a scadenza, finanziamenti e crediti, attività disponibili per la vendita);
o le riclassificazioni;
o le eliminazioni contabili (derecognition);
o le garanzie finanziarie fornite;
o gli accantonamenti per crediti di dubbia esigibilità;
o gli strumenti finanziari composti con derivati incorporati multipli;
o le inadempienze e violazioni;
o l’impatto sul conto economico e sul patrimonio netto;
o la contabilizzazione delle operazioni di copertura;
o l’indicazione del fair value degli strumenti finanziari qualora differisca dal valore contabile.
Relativamente all’esposizione al rischio l’entità deve includere nelle note al bilancio informazioni di tipo:
o quantitativo, che forniscano una misurazione dell'esposizione al rischio, suddiviso nelle componenti di rischio di credito, di liquidità e di mercato;
o qualitativo, che illustrino finalità, politiche e processi assunti dal management per la gestione dei rischi assunti.
Mantenendo la struttura logica del Principio, nel seguito saranno illustrati i principali obblighi informativi previsti dall’IFRS 7, mettendo in risalto a titolo esemplificativo le informazioni rinvenute nel bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006.

La rilevanza degli strumenti finanziari con riferimento alla situazione patrimoniale - finanziaria e il risultato economico dell’entità

L’informativa riguardante l'impatto degli strumenti finanziari sul risultato economico e sulla posizione patrimoniale finanziaria è suddivisa in:
- stato patrimoniale;
- conto economico e patrimonio netto;
- altre informazioni integrative.
Stato patrimoniale
Di seguito sono riportati i principali obblighi informativi circa la rilevanza degli strumenti finanziari con riferimento alla situazione patrimoniale e finanziaria dell’entità.

Categorie di attività e passività finanziarie
Il primo obbligo consiste nel raggruppare gli strumenti finanziari in classi pertinenti alle caratteristiche degli stessi e alla natura delle informazioni integrative fornite
[2], rappresentando il loro valore contabile alternativamente nello stato patrimoniale o nelle note. Dettagli ulteriori sono richiesti per gli strumenti finanziari valutati al fair value rilevato a conto economico.
Di seguito sono esposte le categorie di strumenti finanziari ed i criteri di valutazione rinvenuti nel bilancio del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006.

STRUMENTO FINANZIARIO

CRITERIO DI VALUTAZIONE

Partecipazioni in imprese non consolidate
Fair value imputato a patrimonio netto, costo se non determinabile
Finanziamenti e crediti non mantenuti per la negoziazione (finanziamenti e crediti originati nel corso dell’attività caratteristica), titoli mantenuti fino a scadenza, attività finanziarie per le quali non esistono quotazioni in un mercato attivo
Costo ammortizzato con il metodo dell’interesse effettivo, costo se non hanno scadenza prefissata
Attività finanziarie e titoli correnti disponibili per la vendita e di negoziazione
Inizialmente al costo di acquisizione, successivamente al fair value
Passività finanziarie (esclusi i derivati)
Costo ammortizzato con il metodo dell’interesse effettivo
Passività finanziarie coperte da strumenti derivati
Secondo le modalità previste dall’hedge accounting
Strumenti finanziari derivati
Fair value

Attività o passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico
Qualora l’entità abbia designato un finanziamento o un credito ovvero una passività al fair value rilevato a conto economico, deve presentare un’informativa dettagliata (par. 9-11), tra cui la massima esposizione al rischio di credito, l’importo degli strumenti correlati di mitigazione del rischio di credito, l’ammontare della variazione del fair value dell’attività e/o passività finanziaria attribuibile alle variazioni del rischio di credito.
Nel bilancio del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 tra le attività correnti si rinvengono titoli per la negoziazione pari a Euro 134 milioni le cui variazioni di fair value sono rilevate nel conto economico:
21. Titoli correnti
“La voce in oggetto include prevalentemente titoli a breve termine o negoziabili che rappresentano un investimento temporaneo di liquidità, ma non soddisfano tutti i requisiti per essere classificati nella voce Disponibilità e mezzi equivalenti. In particolare la voce comprende:” (figura non visualizzabile)

IFRS 7 - Riclassificazione delle attività finanziarie
L’IFRS 7 prevede di mettere in evidenza gli effetti legati alle eventuali riclassificazioni delle attività finanziarie presentando l’ammontare e le motivazioni della riclassifica (par. 12).
Un esempio tratto dal bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 è il seguente:
“Alcuni debiti finanziari per un importo di 519 milioni di euro, precedentemente inclusi nella voce Altri debiti finanziari, sono stati riclassificati nella voce Debiti per anticipazioni su cessioni di crediti, in quanto sostanzialmente riconducibili ad operazioni di cartolarizzazione di crediti. Tale riclassifica, peraltro, non ha comportato variazioni del totale dei Debiti finanziari.”

Eliminazione contabile
Sono previste informazioni dettagliate nel caso in cui l’impresa trasferisca attività finanziarie, ma non le elimini contabilmente dal bilancio (derecognition) poiché continua ad essere coinvolta nella gestione di esse (par. 13).

Un esempio tratto dal bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 è il seguente:
“Al 31 dicembre 2006 la voce Crediti correnti comprende per 7.717 milioni di euro (10.123 milioni di euro al 31 dicembre 2005) crediti ceduti e finanziati attraverso operazioni di cartolarizzazione e di factoring che non rispettano i requisiti per la rimozione dal bilancio stabiliti dallo IAS 39. Tali crediti sono mantenuti in bilancio sebbene siano stati legalmente ceduti, e trovano contropartita nella posta passiva di Stato patrimoniale Debiti per anticipazioni su cessione di crediti…”

Garanzie
Nel caso l’impresa abbia attività finanziarie date in garanzia di passività o di passività potenziali, deve presentare una serie di informazioni riguardanti il valore contabile, le clausole e le condizioni delle garanzie prestate (par. 14).
A titolo d’esempio il bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 riporta la seguente informativa:
Garanzie prestate
“Al 31 dicembre 2006 il Gruppo ha prestato Garanzie su debiti o impegni di terzi o di imprese collegate per 726 milioni di euro (1.198 milioni di euro al 31 dicembre 2005. ). Il decremento di 472 milioni di euro è imputabile per 364 milioni di euro a minori garanzie concesse nell’interesse di Sava S.p.A. per buoni fruttiferi dalla stessa emessi ed ormai in corso di ammortamento.”

IFRS 7 - Accantonamenti per perdite di realizzo
Quando le attività finanziarie subiscono una riduzione di valore e la società rileva tale riduzione in un fondo svalutazione, essa deve indicare le riconciliazioni delle variazioni rilevate in tale conto nel corso dell’esercizio per ogni classe di attività finanziaria (par. 16).
Dal bilancio consolidato al 31 dicembre 2006 del Gruppo Fiat per quanto riguarda i crediti da attività di finanziamento, si può trarre il seguente esempio:
Crediti da attività di finanziamento

“I Crediti da attività di finanziamento sono esposti al netto dei relativi fondi svalutazione calcolati sulla base di specifici rischi di insolvenza. Al 31 dicembre 2006 tali fondi ammontano a 331 milioni di euro (523 milioni di euro al 31 dicembre 2005) ed hanno subito la seguente movimentazione nel corso dell’esercizio:” (immagine non visualizzabile)

IFRS 7 - Conto economico e patrimonio netto
Il principio prevede una serie di informazioni riguardanti le variazioni di valore degli strumenti finanziari con l’obiettivo di evidenziare l'impatto degli strumenti finanziari sul risultato economico e sul patrimonio netto dell’entità (par. 20).
In particolare l’entità deve presentare nei prospetti di bilancio o nelle note le voci riguardanti:
- utili o perdite netti generati da:
o attività e passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico specificando quelle:
§ designate come tali al momento della rilevazione iniziale;
§ possedute per essere negoziate.
o attività finanziarie disponibili per la vendita evidenziando:
§ l’ammontare delle plusvalenze o minusvalenze rilevate direttamente a patrimonio netto;
§ l’ammontare delle plusvalenze o minusvalenze girate dal patrimonio netto al conto economico.
o investimenti posseduti sino a scadenza;
o finanziamenti e crediti;
o attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.
- interessi attivi e passivi per le attività e passività finanziarie non designate al fair value rilevato a conto economico;
- i compensi e le spese derivanti da:
o attività e passività finanziarie non designate al fair value rilevato a conto economico;
o gestioni fiduciarie.
- gli interessi attivi su attività finanziarie che hanno subito una perdita;
- l’importo di qualsiasi perdita per riduzione di valore.
Nel conto economico del bilancio consolidato del Gruppo Fiat dal 31 dicembre 2006 sono iscritti altri proventi e (oneri) derivanti dalla gestione delle partecipazioni per complessivi Euro 31 milioni.
Dalle note al bilancio si rileva che parte di detti proventi e (oneri) è riconducibile alle variazioni di fair value imputate a conto economico:
10. Risultato partecipazioni
“La voce comprende la quota di risultato netto delle società valutate con il metodo del patrimonio netto, le svalutazioni legate alla perdita di valore delle attività finanziarie e gli eventuali ripristini di valore (rivalutazioni), le svalutazioni delle partecipazioni classificate come destinate alla vendita, gli accantonamenti a fondo rischi su partecipazioni, gli oneri ed i proventi dall’adeguamento al fair value delle partecipazioni di trading in altre imprese ed i proventi derivanti dall’incasso di dividendi.”

Nel Prospetto degli utili e delle perdite consolidati complessivi (comprehensive income) si riscontra che nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2006 sono stati rilevati direttamente a patrimonio netto Euro 46 milioni di utili da valutazione al fair value di attività finanziarie disponibili per la vendita, mentre Euro 12 milioni di plusvalenze sono state girati dal patrimonio netto al conto economico.
Prospetto degli utili e delle perdite consolidati complessivi (immagine non visualizzabile).

IFRS 7 - Altre informazioni integrative
Contabilizzazione delle operazioni di copertura
L’entità deve indicare per ogni tipo di copertura (fair value hedge, cash flow hedge) la descrizione degli strumenti designati per la copertura e la natura dei rischi coperti (par.22).
Sono inoltre previste informazioni specifiche per le coperture di flussi finanziari relativamente ai periodi in cui si prevede che i flussi finanziari si verificheranno e quando si presume che incideranno sul conto economico (par.23).
Il bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 descrive l’utilizzo dei derivati quali strumenti finanziari di copertura nel seguente modo:
“Gli strumenti finanziari derivati sono utilizzati solamente con l’intento di copertura, al fine di ridurre il rischio di cambio, di tasso e di variazioni nel prezzo di mercato… L’uso di strumenti finanziari derivati è riservato alla gestione dell’esposizione alle fluttuazioni dei cambi e dei tassi di interesse connessi con i flussi monetari e le poste patrimoniali attive e passive e non sono consentite attività di tipo speculativo. Il Gruppo utilizza strumenti finanziari derivati designandoli a copertura del fair value principalmente per la gestione del:
§ rischio di cambio su strumenti finanziari denominati in valuta estera;
§ rischio di interesse su finanziamenti e debiti a tasso fisso.
Gli strumenti utilizzati a tale scopo sono principalmente currency swap, forward contract, interest rate swap e strumenti finanziari combinati a copertura del rischio di cambio e di tasso di interesse…”
A titolo esemplificativo una parte dell’informativa presentata nel bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 è la seguente: (tabella non visualizzabile)

In particolare per quanto riguarda la copertura di flussi di cassa si rileva:
Cash flow hedge

“Gli effetti rilevati a conto economico si riferiscono principalmente all’attività di gestione del rischio di cambio.
Le politiche del Gruppo Fiat relative alla gestione del rischio di cambio prevedono di norma la copertura dei flussi commerciali futuri che avranno manifestazione contabile entro 12 mesi e degli ordini acquisiti (o commesse in corso) a prescindere dalla loro scadenza. Pertanto è ragionevole ritenere che il relativo effetto di copertura sospeso nella Riserva di cash flow hedge sarà rilevato a conto economico pressoché interamente nell’esercizio successivo.”
“Se uno strumento finanziario è designato come copertura dell’esposizione alla variabilità dei flussi di cassa di un’attività o di una passività iscritta in bilancio o di una operazione prevista altamente probabile e che potrebbe avere effetti sul conto economico, la porzione efficace degli utili o delle perdite sullo strumento finanziario derivato è rilevata nel patrimonio netto. L’utile o la perdita cumulati sono stornati dal patrimonio netto e contabilizzati a conto economico nello stesso periodo in cui viene rilevato il correlato effetto economico dell’operazione oggetto di copertura. L’utile o la perdita associati ad una copertura o a quella parte della copertura diventata inefficace, sono iscritti a conto economico immediatamente. Se uno strumento di copertura o una relazione di copertura vengono chiusi, ma l’operazione oggetto di copertura non si è ancora realizzata, gli utili e le perdite cumulati, fino a quel momento iscritti nel patrimonio netto, sono rilevati a conto economico nel momento in cui la relativa operazione si realizza. Se l’operazione oggetto di copertura non è più ritenuta probabile, gli utili o le perdite non ancora realizzati sospesi a patrimonio netto
sono rilevati immediatamente a conto economico.”
“Nel corso dell’esercizio 2006 il Gruppo ha stornato dal patrimonio netto e imputato a conto economico una quota positiva di utili precedentemente iscritti pari a 6 milioni di euro (44 milioni di euro nel 2005) al netto dell’effetto fiscale. Tale valore è stato rilevato nelle seguenti linee di conto economico:” (tabella non visualizzabile)

Fair value
L’IFRS 7 (par. 25-30) prevede che per le attività e passività finanziarie non valutate al fair value l’entità debba indicare nelle note il fair value di tali strumenti, al fine di poterlo confrontare con il valore contabile.
Dal bilancio del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 si evince che il valore contabile dei crediti di attività di finanziamento, valutati al costo ammortizzato è confrontato con il relativo fair value. (tabella non visualizzabile).

“Al 31 dicembre 2006, il fair value dei Crediti da attività di finanziamento ammonta a 11.282 milioni di euro (15.821 milioni di euro al 31 dicembre 2005) ed è stato calcolato attualizzando i flussi di cassa futuri. Il valore esposto è stato ottenuto utilizzando i tassi di interesse riepilogati nella seguente tabella, rettificati, ove necessario, per tener conto di specifici rischi di insolvenza.” (tabella non visualizzabile)

Sebbene l’indicazione del fair value non sia richiesta qualora non determinabile in modo attendibile (par. 29), tuttavia, per quanto attiene alle partecipazioni che non hanno un prezzo di mercato quotato, l’IFRS 7 richiede un’informativa supplementare per consentire agli utilizzatori del bilancio di cogliere autonomamente il valore dello strumento finanziario. Tali informazioni riguardano, per esempio, le motivazioni dell’inattendibilità del fair value, il mercato di tali strumenti, la loro descrizione, il valore contabile, ecc. (par. 30).

Natura ed entità dei rischi derivanti dagli strumenti finanziari
Come detto in precedenza, l’impresa deve presentare informazioni in grado di consentire agli utilizzatori del bilancio d’individuare la natura e l’entità dei rischi derivanti dagli strumenti finanziari ai quali l’impresa è esposta alla data di riferimento del bilancio (par. 31).
Le informazioni richieste dal Principio sono sia di natura quantitativa che qualitativa. Il livello di profondità dell’informativa dipende dall’ampiezza degli strumenti finanziari utilizzati e dall’esposizione al rischio dell’entità.

IFRS 7 - Informazioni qualitative
Le informazioni di tipo qualitativo riguardano 1) la descrizione delle esposizioni al rischio e le circostanze da cui derivano; 2) gli obiettivi, le procedure e i processi per la gestione dei rischi e i metodi utilizzati per valutarli (par. 33).

Informazioni quantitative
Per ogni tipo di rischio l’entità deve indicare 1) dati quantitativi sintetici sull’esposizione al rischio; 2) informazioni in merito al rischio di credito, di liquidità e di mercato nel caso siano rilevanti; 3) informazioni sulla concentrazione dei rischi (par. 34).
Le informazioni di cui ai punti 2) e 3) ed ogni altra informazione ritenuta necessaria, devono essere fornite al fine di consentire all’utilizzatore del bilancio una corretta valutazione dell’ esposizione ai rischi di natura finanziaria (par. 35).
Di seguito è riportata l’informativa relativa ai rischi finanziari contenuta nel bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006:
34. Informazioni sui rischi finanziari
“Il Gruppo è esposto a rischi finanziari connessi alla sua operatività:

  • rischio di credito, sia in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti e dealer, sia alle attività di finanziamento;
  • rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all’accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;
  • rischi di mercato (principalmente relativi ai tassi di cambio e di interesse), in quanto il Gruppo opera a livello internazionale in aree valutarie diverse e utilizza strumenti finanziari che generano interessi; il Gruppo è inoltre esposto alla variazione del prezzo di alcuni titoli azionari quotati.

Il Gruppo Fiat monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.
La seguente sezione fornisce indicazioni qualitative e quantitative di riferimento sull’incidenza di tali rischi sul Gruppo Fiat.
I dati quantitativi di seguito riportati non hanno valenza previsionale, in particolare le sensitivity analysis sui rischi di mercato non possono riflettere la complessità e le reazioni correlate dei mercati che possono derivare da ogni cambiamento ipotizzato.”
Rischio di credito
Il rischio di credito origina dalla probabilità di incorrere in una perdita finanziaria nel caso in cui un debitore dell’entità non adempia correttamente l’obbligazione contratta (mancato o ritardato pagamento).
Nel bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 si rileva la seguente definizione di rischio di credito:
“Il Gruppo presenta diverse concentrazioni del rischio di credito in funzione della natura delle attività svolte dai Settori, nonché dai loro diversi mercati di riferimento, peraltro mitigata dal fatto che l’esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di controparti e clienti. Ciononostante, nel complesso, i crediti commerciali ed i crediti da attività di finanziamento, in particolare i crediti verso la rete di vendita e i crediti per attività di leasing finanziario, manifestano una concentrazione del rischio di credito nel mercato dell’Unione Europea per i Settori Fiat Auto e Veicoli Industriali e nel mercato Nord Americano per il Settore Macchine per l’Agricoltura e le Costruzioni.

Le attività finanziarie sono rilevate in bilancio al netto della svalutazione calcolata sulla base del rischio di inadempienza della controparte, determinata considerando le informazioni disponibili sulla solvibilità del cliente e considerando i dati storici.”
Per tale rischio l’entità deve indicare (par.36):
- l’ammontare che meglio rappresenta la massima esposizione al rischio di credito;
- la descrizione delle garanzie e degli altri strumenti di mitigazione del rischio di credito;
- la qualità creditizia delle attività finanziarie non scadute e che non hanno subito una riduzione di valore;
- il valore contabile delle attività finanziarie rinegoziate che altrimenti sarebbero scadute o che avrebbero subito una riduzione di valore;
Per le attività finanziarie scadute o che hanno subito una riduzione di valore l’entità deve indicare (par.37):
- l’analisi dell’anzianità delle attività finanziarie scadute che non hanno subito una riduzione di valore;
- l’analisi delle attività finanziarie di cui sia stata determinata una riduzione individuale di valore;
- la descrizione delle garanzie e altri strumenti di mitigazione del rischio detenute evidenziando, ove possibile, la stima del relativo fair value.
Nel bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 è riportata la seguente informativa inerente al rischio di credito:

Rischio di credito
“La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo al 31 dicembre 2006 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie rappresentate in bilancio, oltre che dal valore nominale delle garanzie prestate su debiti o impegni di terzi indicato nella Nota 32.
Premesso che l’erogazione dei crediti ai dealer e alla clientela finale è oggetto di specifiche valutazioni attraverso articolati sistemi di scoring, generalmente il Gruppo ottiene delle garanzie finanziarie e non finanziarie a fronte dei crediti concessi per forniture di automobili, veicoli industriali e macchine per l’agricoltura e le costruzioni. Tali garanzie sono ulteriormente rafforzate con la riserva di proprietà sui veicoli oggetto di finanziamento alla rete di vendita e di leasing finanziario.
Sono oggetto di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri, nonché del fair value delle garanzie. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono stanziati dei fondi su base collettiva, tenuto conto dell’esperienza storica e di dati statistici.
Al 31 dicembre 2006, i Crediti da attività di finanziamento, pari a 11.743 milioni di euro (15.973 milioni di euro al 31 dicembre 2005), includono 159 milioni di euro (205 milioni di euro al 31 dicembre 2005) relativi a crediti oggetto di svalutazione individuale; sull’importo residuo gli scaduti inferiori a un mese risultano pari a 93 milioni di euro (226 milioni di euro al 31 dicembre 2005), mentre quelli scaduti da oltre un mese sono pari a 360 milioni di euro (408 milioni di euro al 31 dicembre 2005). Nel caso di finanziamenti che prevedono il pagamento rateale, la presenza di anche una sola rata scaduta comporta la classificazione dell’intero ammontare del credito tra gli importi scaduti.
Sempre al 31 dicembre 2006 i Crediti commerciali e gli Altri crediti, pari a complessivi 7.783 milioni di euro (8.053 milioni di euro al 31 dicembre 2005), includono 118 milioni di euro (119 milioni di euro al 31 dicembre 2005) relativi a crediti oggetto di svalutazione individuale; sull’importo residuo l’ammontare scaduto da meno di un mese è pari a 406 milioni di euro (400 milioni di euro al 31 dicembre 2005), mentre quello scaduto da oltre un mese è pari a 554 milioni di euro (613 milioni di euro al 31 dicembre 2005).

La riduzione dello scaduto è in parte conseguente alla riduzione del portafoglio per il deconsolidamento delle società confluite nella joint venture FAFS e in parte al risultato delle azioni intraprese nel corso dell’esercizio per l’incasso di crediti scaduti.”
Banco CNH Capital S.A. partecipa a vari programmi di finanziamento agevolato all’agricoltura gestiti dal governo brasiliano attraverso il Banco Nacional de Desenvolvimento Economico e Social (“BNDES”). A valere su questi programmi, il BNDES fornisce linee di credito, a tassi agevolati, al Banco CNH, che può a sua volta erogare agli agricoltori finanziamenti agevolati per l’acquisto di macchinario agricolo. A causa degli effetti della siccità e del basso livello raggiunto dal prezzo dei prodotti agricoli sul mercato brasiliano, il governo brasiliano ha concesso una moratoria sui pagamenti ad alcuni agricoltori delle aree più colpite. In base a questa moratoria generalizzata, il governo ha riscadenziato l’intero valore residuo dei finanziamenti in essere per un anno e, contestualmente, ha riscadenziato per lo stesso ammontare i pagamenti dovuti sulle linee di credito concesse al Banco CNH e alle altre istituzioni finanziarie che partecipano al programma. L’ammontare totale dei finanziamenti outstanding e delle linee che sono state riscadenziate nel 2006 è stato di circa 2,3 miliardi di Real (circa 0,8 miliardi di euro). Nel corso del 2006 il Banco CNH ha incrementato i suoi accantonamenti per svalutazione crediti, per tener conto del minor valore residuo dei beni finanziati in conseguenza del prolungato periodo di ammortamento.”

Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità origina dalla probabilità che l’entità incorra nella difficoltà di adempiere puntualmente alle proprie obbligazioni.
Dal bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 risulta che:
“Il rischio di liquidità cui è soggetto il Gruppo può sorgere dalle difficoltà ad ottenere finanziamenti a supporto delle attività operative nella giusta tempistica.
I flussi di cassa, le necessità di finanziamento e la liquidità delle società del Gruppo sono monitorati o gestiti centralmente sotto il controllo della Tesoreria di Gruppo, con l’obiettivo di garantire un’efficace ed efficiente gestione delle risorse finanziarie.
Al fine di rendere minimi i costi di rifinanziamento e di garantire l’ottenimento dei finanziamenti, la Tesoreria centrale
di Gruppo ha ottenuto delle linee di credito “committed” descritte nella Nota 28 relativa ai debiti finanziari
.”
In merito al rischio di liquidità il Principio richiede di indicare (par. 39):
- l’analisi delle scadenze per le passività finanziarie, indicando quelle restanti previste contrattualmente;
- la descrizione della modalità di gestione del rischio.
Nel bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 è riportata la seguente informativa inerente al rischio di liquidità:
Rischio di liquidità
“Il rischio di liquidità si può manifestare con l’incapacità di reperire, a condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l’operatività del Gruppo.
I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato.
Come indicato nel capitolo Gestione dei rischi, il Gruppo ha adottato una serie di politiche e di processi volti a ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, riducendo il rischio di liquidità:

  • gestione centralizzata dei flussi di incasso e pagamento (sistemi di cash management), laddove risulti economico nel rispetto delle varie normative civilistiche, valutarie e fiscali dei paesi in cui il Gruppo è presente;
  • mantenimento di un adeguato livello di liquidità disponibile;
  • diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie e presenza continuativa e attiva sul mercato dei capitali;
  • ottenimento di linee di credito adeguate;
  • monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità, in relazione al processo di pianificazione aziendale.

Le caratteristiche di scadenza del debito e delle attività finanziarie del Gruppo sono riportate nelle Note 19 e 28 relative
rispettivamente ai Crediti correnti e ai Debiti finanziari.
Il management ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili, oltre a quelli che saranno generati dall’attività operativa e di finanziamento, consentiranno al Gruppo di soddisfare i suoi fabbisogni derivanti dalle attività di investimento, di gestione del capitale circolante e di rimborso dei debiti alla loro naturale scadenza.”

Rischio di mercato
Il rischio di mercato origina dalla probabilità di variazione del fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario, a seguito dei cambiamenti nei prezzi di mercato.
Ne bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 si rileva che il rischio di mercato si suddivide in rischio di cambio e rischio di interesse:
“Il Gruppo è soggetto al rischio di mercato derivante dalla fluttuazione dei cambi delle valute perché opera in un contesto internazionale in cui le transazioni sono condotte in diverse valute e tassi di interesse. L’esposizione al rischio di cambio del Gruppo deriva sia dalla distribuzione geografica delle diverse attività industriali del Gruppo rispetto alla distribuzione geografica dei mercati in cui vende i propri prodotti, sia dall’utilizzo di fonti esterne di finanziamento in valuta.
Il Gruppo ricorre a finanziamenti e ad operazioni di cartolarizzazione con lo scopo di finanziare le proprie attività industriali e finanziarie. La variazione dei tassi di interesse potrebbe avere un impatto negativo o positivo sul risultato economico del Gruppo. Il Gruppo valuta regolarmente la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di cambio e dei tassi di interesse e gestisce tali rischi attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari derivati, secondo quanto stabilito nelle proprie politiche di gestione dei rischi.”
L’entità deve indicare l’analisi di sensitività per ogni tipo di rischio di mercato al quale è esposta, mostrando gli effetti che si sarebbero manifestati sul conto economico e sul patrimonio netto a seguito delle variazione della variabile rilevante di rischio.
A titolo esemplificativo si riporta l’analisi di sensitività relativa al rischio di cambio riportata nel bilancio consolidato di Fiat al 31 dicembre 2006:
Rischio di cambio

“Il Gruppo è esposto a rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul suo risultato economico e sul valore del patrimonio netto. In particolare:

  • Laddove le società del Gruppo sostengano costi denominati in valute diverse da quelle di denominazione dei rispettivi ricavi, la variazione dei tassi di cambio può influenzare il risultato operativo di tali società.

Nel 2006 l’ammontare complessivo dei flussi commerciali direttamente esposti al rischio di cambio è stato equivalente al 13% circa del fatturato del Gruppo (14% nel 2005).
I principali rapporti di cambio a cui il Gruppo è esposto riguardano:
- EUR/USD, in relazione alle vendite in dollari effettuate dalle società italiane (in particolare Ferrari e Maserati) sul mercato nordamericano e su altri mercati in cui il dollaro sia valuta di riferimento per gli scambi commerciali e alle produzioni/acquisti del Settore CNH in area Euro;
- EUR/GBP, essenzialmente in relazione alle vendite sul mercato UK di Fiat Auto e di Iveco;
- EUR/PLN, relativamente ai costi locali sostenuti in Polonia per prodotti venduti in area Euro;
- USD/BRL e EUR/BRL, in relazione all’attività produttiva brasiliana e ai relativi flussi import/export, che vedono il paese esportatore netto in divisa americana;
- USD/CAD, relativamente alle vendite sul mercato canadese del Settore CNH.
Complessivamente i flussi commerciali esposti a questi rapporti di cambio hanno costituito nel 2006 l’82% circa dell’esposizione al rischio di cambio da transazioni commerciali (79% nel 2005).
Altre esposizioni significative riguardano i rapporti di cambio EUR/CHF, EUR/TRY, AUD/USD, GBP/USD, e USD/JPY. Ciascuna di queste esposizioni, singolarmente presa, non ha superato nel 2006 il 5% dell’esposizione complessiva al rischio di cambio da transazione.
È politica del Gruppo coprire, tipicamente mediante utilizzo di strumenti finanziari derivati, una percentuale tra il 55% e l’85% dell’esposizione al rischio di cambio derivante da transazioni commerciali previste nell’orizzonte di 12 mesi (o anche successivi, ove sia valutato opportuno in relazione alle caratteristiche del business), nonché di coprire interamente le esposizioni derivanti da impegni contrattuali certi.

  • Sempre in relazione alle attività commerciali, le società del Gruppo possono trovarsi a detenere crediti o debiti commerciali denominati in valute diverse da quella di conto dell’entità che li detiene. Inoltre, in casi limitati, in cui ci sia la convenienza economica o le condizioni di mercato locali lo richiedano, le società possono indebitarsi o impiegare fondi in valuta diversa da quella di conto. La variazione dei tassi di cambio può comportare la realizzazione o l’accertamento di differenze di cambio positive o negative.

È politica del Gruppo coprire interamente, laddove possibile, le esposizioni derivanti da crediti, debiti e titoli denominati in valuta diversa da quella di conto della società detentrice.

  • Alcune società controllate del Gruppo sono localizzate in Paesi non appartenenti all’Unione Monetaria Europea, in particolare Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svizzera, Brasile, Polonia, Turchia, India, Cina, Argentina e Sudafrica. Poiché la valuta di riferimento per il Gruppo è l’Euro, i conti economici di tali società vengono convertiti in Euro al cambio medio di periodo e, a parità di ricavi e di margini in valuta locale, variazioni dei tassi di cambio possono comportare effetti sul controvalore in Euro di ricavi, costi e risultati economici.
  • Attività e passività delle società consolidate la cui valuta di conto è diversa dall’Euro possono assumere controvalori in Euro diversi a seconda dell’andamento dei tassi di cambio. Come previsto dai principi contabili adottati, gli effetti di tali variazioni sono rilevati direttamente nel patrimonio netto, nella voce Riserva differenze da conversione (si veda Nota 25).

Il Gruppo monitora le principali esposizioni al rischio di cambio da conversione; peraltro, alla data di bilancio non vi erano
coperture in essere a fronte di tali esposizioni.
Nel corso del 2006 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura seguite dal Gruppo non sono variate in modo sostanziale rispetto all’esercizio precedente.

Sensitivity analysis
La perdita potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati di gestione del rischio di cambio (currency swap/forward, currency option, interest rate and currency swap) detenuti dal Gruppo al 31 dicembre 2006, in conseguenza di un’ipotetica sfavorevole ed immediata variazione del 10% nei tassi di cambio delle principali valute estere nei confronti dell’Euro, sarebbe pari a circa 460 milioni di euro (273 milioni di euro al 31 dicembre 2005). Per le opzioni valutarie il modello di valutazione ipotizza invariata la volatilità di mercato a fine esercizio.
Non sono considerati nell’analisi crediti, debiti e flussi commerciali futuri a fronte dei quali sono state poste in essere le operazioni di copertura analizzate. Si ritiene ragionevole che la variazione dei tassi di cambio possa produrre un effetto economico opposto, di ammontare uguale o superiore, sulle transazioni sottostanti coperte.
L’incremento rispetto all’esercizio precedente è conseguente ad una maggiore percentuale di copertura delle esposizioni principali ed all’estensione della politica di copertura ad alcune realtà operanti in paesi in via di sviluppo.”
Si rileva che a completamento dell’analisi dei rischi finanziari nel bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2006 è riportata l’analisi di sensitività del rischio correlato all’andamento del prezzo di titoli e indici azionari.
Altri rischi su strumenti finanziari derivati
“Come descritto nella Nota 22, il Gruppo detiene alcuni strumenti finanziari derivati il cui valore è collegato all’andamento del prezzo di titoli azionari quotati e indici azionari (principalmente Equity swap su azioni Fiat).
Ancorché tali operazioni siano stipulate con finalità di copertura, i principi contabili non sempre ne permettono il trattamento in hedge accounting. Pertanto la variabilità dei valori sottostanti può incidere sui risultati economici del Gruppo.”
Sensitivity analysis
La perdita potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2006, in conseguenza di un’ipotetica istantanea e sfavorevole variazione del 10% nei valori sottostanti, sarebbe pari a circa 40 milioni di euro (8 milioni di euro al 31 dicembre 2005). L’incremento rispetto al 2005 è conseguente alle nuove operazioni accese nel corso dell’esercizio, oltre che all’incremento nella quotazione del titolo Fiat.”



[1] Si segnala per chiarezza che lo IAS 32 continua a disciplinare i requisiti per l’esposizione in bilancio degli strumenti finanziari, mentre buona parte delle disposizioni informative precedentemente enunciate nello IAS 32 sono ora esposte nell’IFRS 7.
[2] L’IFRS 7 (par. 8) prevede le seguenti categorie di strumenti finanziari:
a) IFRS 7 - attività finanziare al fair value rilevato a conto economico;
b) IFRS7 - investimenti posseduti fino a scadenza;
c) IFRS 7 - finanziamenti e crediti;
d) IFRS7 - attività finanziarie disponibili per la vendita;
e) IFRS 7 - passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico;
f) IFRS7 - attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.


  
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