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IFRS 4 - IAS ASSICURATIVI

IFRS4 - VALUTAZIONE DEI PRODOTTI SECONDO GLI IAS ASSICURATIVI
a cura degli attuari Giovanni Poggioni e Ottavio Santoro

Introduzione - scopo ed obiettivi degli IFRS

La trasparenza dei bilanci e la loro comparabilità con quelli di altri paesi dell’UE, costituiscono lo scopo principale dei nuovi principi contabili internazionali. In questo contesto si modifica anche il concetto di bilancio che da puro documento contabile diviene un mezzo atto a fornire informazioni prospettiche sull’ impresa. Si vuole arrivare ad un documento dal quale è determinabile la potenzialità dell’impresa di produrre reddito in un esercizio. Per raggiungere questo obiettivo gli IAS procedono a far prevalere “la sostanza alla forma” a valutare con il modello del “fair value”. La “sostanza” è da vedersi nel valore attuale di un bene alla data di valutazione che deve prevalere sulla “forma” cioè sul suo valore contabile. Il valore attuale del bene da valutare è il valore reale (effettivo) che quel bene ha sul mercato alla data di valutazione.

I principi ispiratori degli Ias possono essere sintetizzati in:

comparabilità dei bilanci che consente non solo di leggere i bilanci con lo stesso “vocabolario”, ma permette, anche, di liberalizzare i mercati favorendone l’ingresso ed gli scambi con minori costi e/o migliore distribuzione delle risorse;

maggiore liberalizzazione/concorrenza l’informazione permette di meglio valutare i costi e quindi di presentarsi in quel mercato a condizioni più competitive;

mercati corretti i prezzi equi determinano mercati (finanziari e non) corretti.

Normativa

La normativa emessa per giungere a principi contabili valevoli per tutta la UE è voluminosa, qui ricordiamo:

Regolamento CE n° 1606/2002 impone l’obbligo di adottare da bilancio consolidato 2005 i nuovi principi contabili per le società quotate. Lascia liberi gli stati membri di estendere tale obbligo anche alle società non quotate.

Regolamento CE n° 1725/2003 recepisce i nuovi principi contabili a livello comunitario esistenti nel 2002 con l’eccezione degli Ias 32 e 39.

Regolamento CE n° 2237/2004 e n° 2086/2004 omologa gli Ias 32 e 39.

Per il mercato assicurativo lo IASB (board) inizia i lavori nel 1997 con l’intento di fornire i nuovi principi contabili per questo mercato. I passi salenti sono:

-Issues Paper 1999

-Dsop del 2001

-Draft ED5 del 2003 chiuso nel 2004 con l’emanazione dell’ IFRS4-Contratti Assicurativi da applicare nel 2005

Nel 2002 il Board stabilisce che il progetto assicurativo avverrà in due fasi, stimando l’inizio della seconda per il gennaio 2007.


IFRS4 e Fair Value

Un modo per rendere trasparente una valutazione di un attivo o di un passivo (quindi un bilancio) sta nel valutarlo al valore di mercato al momento della valutazione. Lo IASB ha individuato nel valore di mercato il miglior metodo per valutare un attivo o un passivo. C’è da chiedersi se per tutte le poste in bilancio esista un mercato di riferimento. A questa domanda il DSOP del 2001 ha cercato di rispondere attraverso i concetti del “fair value” e dell’ “entità specific value”, concetti (vedere II Fase) spesso convergenti ma nessuno dei due è in grado di dissipare i dubbi circa la loro completa applicabilità.

Inoltre, se per gli attivi è sempre possibile trovare un mercato, e quindi un prezzo, stessa cosa non si può dire per i passivi ( si pensi alle riserve tecniche), per i quali è difficile trovare un mercato dove vengano quotidianamente trattati.

Un modello contabile di riferimento

Rendere un bilancio trasparente vuol dire, anche, possibilità di dialogare con altre realtà contabili. Quindi il modello contabile dovrà considerare anche questa esigenza. In linea di massima i modelli contabili possono essere raggruppati in due categorie : Defferral and Matching e Asset Liability approch. Nel primo metodo, tra l’altro il più usato, le entrate e le uscite sono calcolate in modo da corrispondersi nel tempo così da “spalmare” gli utili in modo uniforme per il periodo in cui i servizi /prestazioni vengono resi. Tipico e dibattuto esempio di costi riportati con i ricavi è rappresentato dai costi provvigionali anticipati che sono ammortizzati per tutto il periodo di incasso dei premi. I principi contabili statunitensi US GAAP, utilizzano questo modello.

Con il modello asset and liability gli attivi ed i passivi sono valutati e contabilizzati al momento in cui emergono con tutte le ripercussioni sugli utili.

Il DSOP ha dichiarato di adottare il secondo modello, lo IASB è orientato sul primo sia per comunicare con altri sistemi contabili sia perché molte imprese hanno bisogno di ammortizzare i costi differiti.


IFRS 4 - Classificazione degli attivi

Secondo lo IAS 39, le imprese assicurative devono classificare gli attivi in quattro categorie:a) held to maturity (HTM); b) originated loans and recivables;c) held for trading (HFT);d) available for sale (AFS). Gli attivi in a) e b) sono valutati a costo ammortizzato mentre gli altri al fair value. Considerando che gli atti in a) sono sottoposti a vincoli restrittivi, che quelli in b) sono sostanzialmente utilizzabili dal settore bancario, le categorie in cui potrebbero essere effettivamente classificati gli attivi assicurativi sono rappresentate delle ultime due che prevedono la valutazione a fair value.

IFRS 4 - Fase I

Nella prima fase lo IASB ha limitato l’impatto dei nuovi principi contabili dando ampio spazio ai “local GAAP” (usi locali).

I concetti fondamentali che rientrano nell’approfondimento dell’IFRS4 riguardano:

Rischio Assicurativo

Unbundling

Embedded Derivatives

Classificazione dei contratti assicurativi

Discretionary Participation Features

Contratti di Investimento e costo ammortizzato

DAC

Liability Adequacy Test

Impairement Test

Disclousure

In questa prima fase molte imprese si sono avvalse dei suggerimenti o dell’esperienza dei Fas US GAAP.

IFRS 4 e definizione del Rischio Assicurativo

Tutti i contratti che soddisfano la definizione di contratto assicurativo (inclusa la riassicurazione) cadono sotto la giurisdizione dell’IFRS 4, che definisce “Un contratto assicurativo è un contratto attraverso il quale una delle due parti, assicuratore, si assume un significativo rischio assicurato e concorda di indennizzare un beneficiario al verificarsi di un evento incerto riguardante l’assicurato.

La definizione di significativo rischio assicurato si basa su tre elementi: a) il verificarsi dell’evento, b) il momento in cui si verifica, c) il danno economico per l’assicurato. In base a questa definizione i contratti che assicurano il pagamento di un importo indipendentemente da uno dei tre citati elementi caratterizzanti il rischio assicurativo, sono classificati come contratti assicurativi e quindi non trattati con l’IFRS4.

In merito alla significatività del rischio assicurativo si considera tale quando il verificarsi dell’evento assicurato determina un pagamento superiore a quanto si pagherebbe nel caso che l’evento non si verificasse (additional benefits). Il mercato ha individuato una misura del 10% al di sopra della quale il rischio è significativo. E’ interessante notare che negli US GAAP se il valore attuale dei pagamenti attesi per il caso di morte supera almeno del 10%, il valore attuale di tutti i pagamenti attesi sul contratto il rischio è ritenuto significativo (proposta AICPA). La significatività del rischio deve perdurare per tutta la durata del contratto, deve essere valutata contratto per contratto e non può essere riclassificata. Un contratto classificato come assicurativo resta assicurativo. Un contratto che prevede il pagamento di un importo molto modesto (trivial amount) al verificarsi dell’evento non è significativo. Il trasferimento di un rischio di tasso di interesse, di mercato, di cambio,… costituisce un rischio finanziario e non assicurativo.

Tutti i contratti non classificati assicurativi, contratti di investimento,di servizio,benefici ai dipendenti … sono regolati da IAS diversi dallo IFRS4 (IAS 39, IAS 18, IAS 19, IAS 26…).

E’ ammesso riclassificare contratti non assicurativi quando interviene una significativa variazione del livello di rischio che comporta una notevole variazione del valore attuale dei flussi di cassa dell’ assicuratore al verificarsi dell’evento.

Unbundling.Quando un contratto prevede sia una componente finanziaria sia una componente assicurativa è ammessa la separazione (unbundling). In particolare se un contratto ha una componente di deposito ed una componente assicurativa e se i cash flow delle due componenti sono indipendenti allora è ammessa la separazione: la componete assicurativa è valutata con IFRS4, quella di deposito con lo IAS 39. La separazione è facoltativa e non obbligatoria ed è concessa solamente quando le due componenti, ed i relativi cash flow, sono identificabili. Quando manca l’identificazione delle due componenti la separazione è vietata. L’ IFRS4 afferma che la separazione non riguarda, e non può essere applicata, alle componenti costitutive del contratto (ad esempio distinguere tra prestazioni in caso di decesso e prestazioni a scadenza o in caso di riscatto..).

IFRS4 e Embedded Derivatives

Un contratto, classificato assicurativo o finanziario, può presentare uno strumento finanziario, embedded derivatives, inserito nel contratto principale, in questo caso si parla di derivati incorporati. Quando il pagamento del derivato incorporato è connesso al verificarsi dell’evento assicurato del contratto principale, si parla di derivato correlato. Se il derivato incorporato non è strettamente correlato, al contratto principale, lo IAS 39 richiede la separazione (unbundle) tra contratto principale, assicurativo o di investimento, dal derivato incorporato. Se invece non è correlato la separazione non è richiesta. Nella prima fase non è prevista, per i contratti assicurativi, la separazione dell’embedded derivatives dal contratto principale da valutare a fair value.

IFRS 4 e classificazione dei contratti assicurativi.

Il recepimento dello IFRS 4 ha in parte sconvolto quello che era la tradizionale classificazione dei contratti assicurativi vita. Contratto cardine come il capitale differito senza contro assicurazione è considerato contratto finanziario. Prima di procedere ad illustrare come il mercato italiano ha classificato i contratti premettiamo che in questa prima fase i contratti con clausola DPF (discretionary participation futures) sono stati classificati assicurativi.

Sono stati considerati assicurativi i contratti: Vita intera con tasso tecnico maggiore di zero, assicurazioni caso morte,
Miste sbilanciate, cioè con prestazioni caso morte superiori a quelle per il caso vita (capitale a scadenza o riscatto), rendite vitalizie immediate, rendite vitalizie differite con quantificazione della rendita sin dall'emissione del contratto, i contratti d'investimento con clausola DPF.

In linea di massima è questo il portafoglio contratti assicurativi voluto dallo IFRS4. I contratti non classificati assicurativi sono stati classificati o come Contratti di Investimento (IAS 32/39) o come Contratti di servizio (IAS 18). I contratti emessi dall’assicuratore che prevedono benefici ai dipendenti sono stati trattati secondo le regole dello IAS 19/26.

IFRS 4 e Discretionary Participation Features

IFRS4, nell’appendice A (definizione dei termini), definisce un contratto con DPF come “un diritto contrattuale a ricevere, come supplemento della garanzia base, vantaggi aggiuntivi:

a) che rappresentano una quota significativa dei benefici contrattuali totali;

b) il cui importo e la cui tempistica sono, in base al contratto, a discrezione dell’emittente;

c) che sono definite contrattualmente in base a:

i. la prestazione di un gruppo di contratti specifico o di uno specifico tipo di contratto;

ii. i rendimenti del capitale investito realizzati e/o non realizzati su un gruppo specifico

di attività gestite dall’emittente;

iii. l’utile o la perdita della società, del fondo o di altra entità che emette il contratto”.

La gestione degli attivi è di pertinenza dell’emittente del contratto (assicuratore) che decide di distribuire l’utile/surplus in un esercizio piuttosto che in un altro secondo logiche di gestione a lui favorevoli. Questa discrezionalità di accreditare gli utili favorisce alcune generazioni di contratti a danno di altre. Questa discrezionalità è trattata nello IFRS4 ai paragrafi 34 (contratti assicurativi) e 35 (per quelli di investimento) e riguarda temi che ancora non sono stati interamente risolti da qui la decisione di mantenere gli usi locali per i contratti con clausola DFP.

IFRS4 e Contratti di Investimento e costo ammortizzato

I contratti che sono classificati investment contracts , per i quali non ricorre la definizione di rischio assicurativo, sono regolati dagli IAS (32/39). La valutazione di questi contratti può avvenire o con il metodo del fair value o attraverso quella del costo ammortizzato. La valutazione al fair value è ammessa se il contratto è classificato sin dall’inizio come held for trading.

Il costo ammortizzato di una attività o di una passività e definito dallo IAS 39 come ”il valore iniziale dell’attività o della passività finanziaria meno i principali pagamenti, più o meno l’ammortamento cumulato tra qualsiasi differenza dell’ammontare iniziale e quello a scadenza, calcolato usando l’effective interest method, meno qualsiasi perdita relativa all’impairment” e specifica che per effective interst rate “è quel tasso che sconta esattamente i flussi di cassa futuri attesi (entrate o uscite) lungo tutta la durata contrattuale, o se appropriato durante un periodo più breve, all’ammontare iniziale dello strumento finanziario”. In termini più semplici lo EIR altro non è che il tasso interno di rendimento; lo EIR una volta determinato non può più essere modificato. Il calcolo dello EIR esige a) la stima dei flussi di cassa futuri conformante alle condizioni contrattuali; b) prevedere tutte le commissioni (fees ) da pagare o da ricevere tra le parti contrattuali (IAS 18); C) i costi di transazione e tutti i premi futuri compresi eventuali sconti. Nel caso che l’impresa riveda una o più voci di cui sopra l’eventuale differenza del valore attuale deve essere riconosciuta in conto economico ed l’ammortamento è fatto considerando le nuove ipotesi al tasso EIR originario.

IFRS 4 e DAC

In questo contesto nasce il problema dell’ammortamento dei costi di acquisizione quando sono “precontati” (cioè quando eccedono il caricamento previsto sul premio). Questi costi, secondo gli usi locali europei, sono ammortizzati per il periodo pagamento premi, seguendo la logica del deferral and matching. Per i contratti classificati assicurativi lo IASB nella prima fase ha lasciato libere le imprese sul differimento dei costi di acquisizione; non ha privilegiato alcun metodo di ammortamento (lineare o non);di poter rappresentare il costo d’ ammortizzare o come un asset, oppure di portarlo in diminuzione delle liabilities dell’assicuratore.

Per i contratti di investimento lo IAS 39 afferma che i costi di transazione iniziali sono costi incrementali attribuibili esclusivamente all’acquisizione, emissione o cessione del contratto di investimento I costi incrementali vengono definiti come quei costi che la compagnia non avrebbe sostenuto qualora non avesse acquisito, emesso o ceduto il contratto .

Quindi esclude i tra i costi di acquisizione quelli interni ed include solamente quelli derivanti dalla vendita del prodotto. Al contrario i local GAAP inseriscono in questi costi anche quelli relativi al back office ed alla valutazione del rischio strettamente connessi alla vendita del prodotto. Queste differenze non risolte hanno creato problemi nella prima fase. Le imprese nella pratica hanno considerato, come costo da ammortizzare, il premio al netto delle spese aumentato della differenza tra le provvigioni corrisposte ed il caricamento per spese di acquisto.

IFRS 4 e Liability Adequacy Test

Le passività assicurative e quelle dei contratti d’investimento con clausola DFP , secondo lo IFRS4, devono essere sottoposte ad una verifica di adeguatezza a quanto prescritto dallo IAS 37 nel rispetto dei requisiti minimi. Qualora l’impresa applica un test che soddisfa i requisiti minimi richiesti la verifica LAT non è richiesta. I requisiti minimi richiesti consistono nel considerare le stime correnti di tutti i cash flow previsti dai contratti e di quelli collegati (ad esempio i cash flow relativi al pagamento dei sinistri dovrà prendere in considerazioni anche le spese di liquidazione). Se il test individua la non sufficienza della riserva iscritta in bilancio la differenza deve essere riportata in conto economico. Questo test deve essere effettuato per ogni data di valutazione, per un portafoglio di rischi omogeneo e per tutti i contratti che cadono sotto la giurisdizione dell’IFRS4.

IFRS e Impairment Test

Lo IAS 39 stabilisce per le attività finanziarie, ad ogni data di valutazione, una verifica sull’eventuale perdita di valore (impairment test). Sono esentate le attività classificate FVTPL (fair value through profit or loss). Questa verifica deve essere fatta o per singolo strumento finanziario o per gruppi omogenei di strumenti. Ha lo scopo di accertare se esistano o meno rilevanti perplessità circa la ricuperabilità del valore contabile. Lo IAS 39, nel paragrafo 59, fornisce alcuni esempi di eventi che individuano una perdita di valore. Per le attività valutate a costo ammortizzato, la perdita di valore è data dalla differenza tra il valore dell’attività ed il valore attuale dei cash flow attesi. Il tasso di attualizzazione è il tasso di interesse effettivo originario dello strumento finanziario. Se quest’ultimo è variabile si considera il tasso di interesse effettivo corrente. Lo standard prescrive di considerare,nella previsione dei cash flow, solamente quelli oggettivi e misurabili. La stima dell’impairment loss può portare sia alla determinazione di un valore (stima puntuale) sia alla determinazione di un gruppo di valori (intervallo di stime). In quest’ultimo caso la valutazione della perdita di valore è ottenuta come la migliore rappresentazione all’interno dell’intervallo. Lo IAS 39 consente la rivalutazione dell’attività in presenza di oggettivi elementi di recupero del valore, ed impone che il valore dello strumento finanziario post rivalutazione non può superare il valore che lo stesso avrebbe avuto se la perdita non ci fosse stata. La perdita di valore per gli strumenti valutati a fair value (available for sale) è registrata a patrimonio netto e portata nel conto economico dell’esercizio quando si ha la ragionevole certezza del suo verificarsi. L’importo da cancellare da patrimonio netto e da trasferire in conto economico è ottenuto dalla differenza tra il costo di acquisto dello strumento finanziario, al netto di rimborsi di capitale, ed il fair value corrente. Se il valore dello strumento finanziario non è disponibile (mercato non attivo) allora si può procedere a stimare il fair value con un modello.

Per la determinazione dell’importo recuperabile dello strumento finanziario in esame si procede stimare:a) l’importo da recuperare;b) il tempo di recupero;c) fissare nel tempo stimato i cash flow attesi;d) attualizzare i cash flow in base al tasso di interesse effettivo determinato all’origine. Qualora la valutazione fosse aggregata si procede con la stessa metodologia trattando il gruppo di strumenti come se fosse uno solo strumento finanziario.

IFRS 4 e Disclousure

Lo IASB ha stabilito che le imprese devono fornire informazioni suppletive nelle note di bilancio. In particolare, quelle assicurative, devono fornire informazioni e spiegazioni sugli importi finanziari che nascono dai contratti; informazioni di tipo qualitativo e quantitativo sulle regole contabili e sull’ipotesi adottate. Devono inoltre fornire informazioni, in merito alle attività ed alle passività assicurative, sulle metodologie di calcolo del fair value per gli attivi e per i passivi. In questo contesto è da ricordare il provvedimento Isvap n° 2404 del 22 dicembre 2005 “ Disposizione in materia di forma tecniche di bilancio consolidato redatto in base ai principi contabili internazionali” dove si forniscono gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico per il bilancio consolidato.

IFRS 4 e Fase II

La seconda fase è/sarà caratterizzata da due eventi: a) la pubblicazione del documento di discussione “Preliminary views on insurance contract”, documento pubblicato dallo Iasb nel maggio 2007, sottoposto a pubblica visione fino a novembre 2007; b) la pubblicazione del documento attuativo Exposure Draft che dovrebbe avvenire a fine 2008 ed approvato, con l’emanazione degli standard relativi, entro il 2010.

In questa seconda fase si dovrà decidere tra l’altro:a) il modello contabile di riferimento Defferral and Maching o Asset and Liability;b) quale modello utilizzare per valutare le passività;c) con quale grado di prudenza devono essere fatte le valutazioni;d) i prodotti assicurativi devono mantenere un unico modello o modelli diversi per tipologia di prodotti.

Modello Fair Value

Se si considerano i FAS (Financial Accounting Standards) 107 , 115 e 119 (FAS 107- “Disclosure about Fair Value of Financial Instruments ”, FAS 115 “Accounting for certain investments in debt and equity securities”, FAS 119 “Disclosure about derivative financial instruments and fair value of financial instruments”) si vede come la definizione utilizzata dallo IASB di fair value è fortemente influenzata dallo US GAAP.

Il fair value è definito come “ il compenso per cui una attività può essere scambiata o una passività può essere ceduta tra parti consapevoli durante una transazione”. In particolare il fair value di una passività è quanto l’impresa dovrebbe corrispondere (in base ai prezzi di mercato) ad un terzo per estinguere la passività (gli impegni) alla data di valutazione.

In mancanza di linee guida si è associato il concetto di fair value ad altri quali: “entry value” (prezzo di acquisto), l’“exit value” (valore di presunto realizzo diretto), il “value in use” (valore d’uso) ed il “deprival value” (costo di sostituzione o rimpiazzo). Il secondo ed il terzo hanno ricevuto una particolare attenzione anche se nessuno dei quattro ha una perfetta aderenza con la definizione fair value. Dalla definizione è esplicito il riferimento ad un mercato dove gli assets e le liabilities sono trattati. Quando manca un mercato di riferimento il Board suggerisce di far riferimento a mercati anologhi o di procedere a stime mediante modelli valutativi generalmente ritenuti in grado di fornire valutazioni simili e coerenti con quelle espresse dal mercato. Quindi per le stime si procede, nell’ordine, prima al mercato, se non c’è alle tecniche espresse tramite modelli. Se si ricorre la mercato allora si parla di metodo “top down approach” , se si ricorre ai modelli si parla di “bottom up approach” nel quale le stime riflettono l’attualizzazione dei cash flow attesi aumentati di un margine per il rischio .

Il fair value , quando i prezzi sono direttamente osservabili sul mercato, rappresenta il punto di riferimento più affidabile per i fruitori, in quanto: a)i prezzi di mercato sono delle stime obiettive dei futuri cash flow (specialmente se confrontate con le stime soggettive);b) dalla a) sono stime neutrali e quindi confrontabili tra imprese. Il fair value utilizza nelle valutazioni il metodo prospettivo, cioè specifica come calcolare il valore corrente dei i flussi in entrata ed in uscita. Il valore corrente dei flussi in entrata è dato dalla somma che l’assicuratore riceverebbe da una terza parte, alla data di valutazione, per assumere nuove polizze che gli garantissero gli stessi impegni e gli stessi diritti che ha in tale data. In altre parole dal valore attuale dei premi al netto delle spese di acquisizione. Il valore corrente delle uscite è costituito da quanto l’impresa dovrebbe pagare ad un terzo per cedere gli impegni assicurativi (riserve).

In presenza si è detto che, specialmente per alcune passività (vedi riserve a garanzia degli impegni) non esiste un mercato di riferimento e quindi risulta difficile stabilire il prezzo. Per questo motivo si è ricorsi all’entity-specific value cioè “ al valore di una attività o di una passività per l’impresa che lo possiede”. Nel contesto della valutazione delle passività assicurative vita l’ Insurace Insurance Working Group ha individuato quattro metodi alternativi:

Lock-in approach” :a)la passività è valutata tramite il valore attuale dei cash flow attesi sulla polizza;b) le ipotesi ed i tassi di attualizzazione non sono modificabili per tutta la durata del contratto; c) i tassi di attualizzazione, privo di rischio, sono fissati alla stipula del contratto;d) è permesso differire i costi di acquisizione;e) il valore iniziale della passività deve contenere un margine di rischio.

Amortised cost approach”:a) la passività è valutata tramite il valore attuale dei cash flow attesi sulla polizza;b) i derivati incorporati sono separati dal contratto principale;c) il valore iniziale della passività coincide con il premio al netto dei costi di acquisizione;d) le stime dei cash flow possono essere modificate nel corso del contratto;e) i tassi di attualizzazione sono fissati all’emissione.

Current entry value”: a) l’ammontare della passività, alla data di valutazione, è data dal premio unico che l’assicurato pagherebbe per ottenere un contratto che gli garantisca le prestazioni residue;b) è permesso differire i costi di acquisizione;c) ad ogni data di valutazione è permesso modificare le stime;d) i tassi di attualizzazione devono essere adeguati al modello di pricing utilizzato.

Current exit value” a) il valore della passività è dato dal valore attuale dei cash flow attesi con incluso un margine di rischio;b) non è permesso differire i costi;c) i tassi di attualizzazione sono privi di rischio.

Quando si procede a valutare il fair value tramite un modello si devono considerare i rischi connessi a questa scelta ed in paricolare: - rischio della scelta del modello (model risk) - rischio connesso alla stima dei parametri (parameter risk) – rischio connesso ad un modello stocastico (porcess risk).

I modelli utilizzati per valutare la passività possono essere sia di natura deterministica sia di natura stocastica. Il DSOP ha dichiarato di preferire stime stocastiche a quelle deterministiche per la loro maggiore robustezza.

Sia che si scelga l’una o l’altra strada, il punto di partenza per valutare una passività assicurativa (anolagamente per un attivo) è il calcolo del valore attuale dei cash flow che nascono dagli obblighi e dai diritti contrattuali. I tassi di sconto sono quelli privi di rischio (free risk) prima delle tasse. Sono considerati flussi futuri:a) la corresponsione delle prestazioni assicurate comprensive delle spese di liquidazione; b) i premi; c) le spese di acquisizione e gestione del contratto; d) i pagamenti per le uscite anticipate.

Evidentemente quando la stima è fatta su modelli si devono formulare delle ipotesi riguardanti: a) l’ aspettativa dell’impresa, coerente con l’andamento del mercato, circa i cash flow futuri (ipotesi distributive); b) i tassi di interesse e di inflazione dovrebbero trovare riscontro sul mercato;c) la durata dei contratti, età, le spese .. devono essere scelte in base all’esperienza dell’impresa.

Alcune precisazioni sono necessarie. La prima riguarda la stima dei cash flow attesi, in questa valutazione deve essere incluso un margine di rischio che rifletta l’incertezza di valutazione esistente nel mercato al momento della valutazione (MVM marked value margin). Si tratta “ di considerare in grado di cautela nelle valutazioni in modo che le stime richieste, in condizioni di incertezza, delle entrate e dei rendimenti non siano sopravalutate e quelle delle riserve e delle spese non siano sottostimate”. La seconda riguarda la presenza o meno di opzioni nel contratto riguardanti ad esempio: rendimento minimo, riscatto e opzione in rendita a scadenza. Queste opzioni rappresentano degli obblighi che l’impresa ha assunto con l’assicurato e quindi, nella valutazione al fair value, devono essere valutate separatamente, così come avviene nei contratti finanziari, avvalendosi della teoria dei contingent claims.

Ultime Novità dal fronte IFRS4

Dal punto di vista attuariale i punti salienti possono sintetizzarsi in:

- convergenza tre IASB (International Accounting Standard Boards) e FASB (Financial Accounting Standars Board)

- messa in discussione del concetto di fair value da parte dello IASB

La novità principale è senz’altro il secondo punto mentre la convergenza dei principi contabili statunitensi a quelli europei, o viceversa, era ed è facilmente prevedibile come prevedibile è che gli FASB finiranno per influenzare in modo consistente gli IAS (se non altro per la maggior storia alle spalle). In merito al fair value c’è da sottolineare che mentre lo IASB lo mette in discussione preferendone il metodo del ”Current Exit Value”(CEV), il FASB lo ritiene un concetto valido per misurare sia il valore degli attivi sia quello delle passività. In questo contesto è da evidenziare che il FASB, nell’intento di fornire una definizione più ampia di fair value,ha pubblicato il FAS 157 dove per fair value si intetende “the amount at which an asset or liability could be exchanged in a current transaction between knowledgeable unrelated willing parties when neither is acting under compulsion”, cioè il FASB attribuisce lo stesso concetto al fair value indipendentemente se trattasi di entrate o di uscite.

Si ha l’impressione che il concetto di fair value è accettato dallo IASB che trova difficoltà ad applicarlo o ad associare ad esso un modello in maniera univoca. Anche interpretando il fair value con il CEV si richiedono la stima dei cash flow attesi, la stima dei tassi di attualizzazione ed un margine per il rischio.

Dopo la pubblicazione del documento di discussione “Preliminary views on insurance contract” dello IASB il FASB ha dichiarato di ritenere il progetto relativo all’emanazione dei principi contabili internazionali un progetto comune. Recentemente la SEC ha annunciato che le imprese straniere operanti negli USA che redigono i bilanci in base ai principi contabili IFRS sono esentate dall’obbligo di riconciliarli con quelli statunitensi (US GAAP).

IFRS 4 - VALUTAZIONE DEI PRODOTTI SECONDO GLI IAS ASSICURATIVI


  
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