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IFRS 1 TRANSIZIONE AGLI IAS | IFRS For Private Entities SMEs

IFRS 1 - Transizione ai Principi contabili internazionali e possibili sviluppi per le Piccole e Medie Imprese (PMI o SME).

Gennaio 2009 l'articolo completo in .pdf si trova in RASSEGNA STAMPA

La società Attuariale srl supporta le aziende nel passaggio a principi contabili internazionali, per informazioni info@attuariale.com 


1. PREMESSA

La gestione strategica di un'impresa, in questo momento storico, non può trascurare l'impatto che il tema della transizione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS) sta avendo sui principali Paesi del vecchio e del nuovo continente nei rapporti con le banche, con gli investitori, con i competitors e con i fornitori di capitale, portando il management di un'azienda a doversi confrontare con un fenomeno che emerge con prepotenza.

L'adozione dei principi contabili internazionali, da parte dell'Unione europea, non è una semplice rivoluzione contabile, ma rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale che ormai ha esteso i propri confini oltreoceano unendo altri Paesi come Canada, USA ed India (per citarne solamente alcuni) sotto un unico linguaggio finanziario comune.

Questo articolo, dopo un sintetico flash del contesto normativo italiano che potrebbe vedere nel breve termine l'applicazione degli IFRS in versione light anche alle PMI, vuole discutere delle principali fasi del processo di transizione ai principi contabili internazionali, degli impatti più rilevanti a livello di bilancio, mediante l'analisi dell'IFRS 1 e delle opportunità conseguenti ad un passaggio agli IFRS.


2. CONTESTO NORMATIVO ATTUALE ED APPLICAZIONE DEGLI IFRS PER LE PMI

Il regolamento 1606/2002 del 19 luglio 2002 ha imposto a tutte le società che emettono titoli quotati nei mercati regolamentati dell'Unione Europea di preparare il bilancio consolidato applicando i principi contabili internazionali a partire dagli esercizi che inizieranno il 1º gennaio 2005. La legge comunitaria ha inoltre conferito agli Stati, la facoltà di estendere tale obbligo anche ai bilanci d'esercizio delle società quotate (in italia a partire dal 2006) e ai bilanci consolidati e d'esercizio delle società non quotate.

L'applicazione dei Principi Contabili Internazionali IAS/IFRS in Italia può essere così sintetizzato:

Società e bilancio Bilancio
Consolidato Bilancio d'esercizio

Quotate (escluse le Assicurazioni) IAS/IFRS IAS/IFRS
Emittenti di titoli diffusi tra il pubblico IAS/IFRS IAS/IFRS
Banche e intermediari finanziari: Bilancio di esercizio e consolidato IAS/IFRS IAS/IFRS
Assicurazioni IAS/IFRS Principi contabili italiani OIC
Le società incluse nel bilancio consolidato redatto dalle società indicate in precedenza Facoltativo Facoltativo
Assicurazioni quotate (che non redigono il bilancio consolidato) Non Applicabile IAS/IFRS
Le società diverse dalle precedenti che non possono redigere il bilancio in forma abbreviata Facoltativo Facoltativo ( )
Le società che possono redigere il Bilancio in forma abbreviata Vietato Vietato

Soffermandoci sulla possibilità (e non l'obbligo) di applicare i principi contabili internazionali in un contesto "facoltativo", è possibile notare come tale opzione spetti oggi solamente alle società che:
• sono incluse nel bilancio consolidato redatto dalle società indicate in precedenza (es. società quotate),
• non possono redigere il bilancio in forma abbreviata, ma che redigono il bilancio consolidato (1).

E' opportuno sottolineare in questa sede come lo IASB (Organismo responsabile dell'emanazione dei Principi contabili internazionali) stia lavorando alla definizione di un apposito sistema contabile internazionale anche per le piccole e medie imprese (SMEs).

Questo tema ha riscosso un forte richiamo a livello internazionale e nel mese di Febbraio 2007, lo IASB ha pubblicato la bozza del documento che rappresenterà la versione light dei Principi contabili internazionali per le PMI (in versione Exposure Draft) per consentire alle istituzioni internazionali ed alle organizzazioni professionali di produrre eventuali commenti.

Nel mese di Aprile 2008 lo IASB ha completato la fase preliminare di analisi che ha visto l'applicazione sperimentale dei nuovi standards ad un campione di 116 piccole e medie imprese appartenenti a 20 paesi diversi.

I nuovi principi contabili internazionali per le PMI porteranno il nome di "IFRS for Private Entities", verranno pubblicati in versione definitiva entro il primo trimestre del 2009 e saranno rivolti a quelle società che, stando alla versione draft:
• non sono caratterizzate dalla "public accountability" (escludendo pertanto le società quotate in borsa, banche, intermediari finanziari, etc...),
• forniscono il proprio bilancio per utenti esterni alla società (es. azionisti non coinvolti nell'amministrazione della società, fornitori attuali e potenziali, agenzie di rating).

L'applicazione degli IFRS per le PMI all'interno dei singoli Stati sarà delegata ai legislatori nazionali che dovranno stabilire i limiti dimensionali al di sopra dei quali scatterà l'applicazione dei nuovi standard e le modalità di applicazione degli stessi (obbligo o facoltà).

In Italia circolano rumors su stampa di settore che lasciano intendere una possibile applicazione degli IFRS per le PMI a partire dalle entità che non possono redigere il bilancio in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435-bis del codice civile.

Qualora tali previsioni trovassero reale fondamento, si verrebbe a delineare il seguente scenario:

IT gaap IFRS light IFRS

Entità rientranti nei limiti di cui all'art. 2435-bis del codice civile Entità non rientranti nei limiti di cui all'art. 2435-bis del codice civile e non appartenenti al Gruppo 3 Società quotate ed altre entità

Normativa civilistica italiana in corso di evoluzione IFRS Light /
Normativa civilistica italiana in corso di evoluzione IFRS Full

che vedrebbe la convivenza di tre principi contabili: IFRS (Full), IFRS for Private Entities (Light) e normativa civilistica in corso di evoluzione che continuerà ad essere applicata quantomeno per le entità rientranti nei limiti previsti per la redazione del bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis del codice civile) recentemente innalzati nel modo seguente:

Limiti Ante modifica DLgs 173/2008
Totale Attivo dello Stato Patrimoniale 3.650.000 4.400.000
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 7.300.000 8.800.000
Dipendenti medi occupati nell'esercizio 50 50

a seguito del Dlgs n.173 del 3 novembre 2008.

L'entrata in vigore degli IFRS in versione light, da più parti considerata come imminente, segnerà un momento centrale sia per il legislatore italiano che probabilmente sarà obbligato ad un processo di modernizzazione della normativa sul bilancio, sia per le medie imprese, che avranno così l'opportunità di applicare gli standard internazionali, favorendo il processo di armonizzazione contabile con altri Paesi. Occorrerà una cauta miscela di azione e di management per non perdere le enormi opportunità legate alla transizione ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS).


3. IL PROCESSO DI TRANSIZIONE IAS/IFRS E LE FASI DEL PASSAGGIO

Gestire un passaggio agli IFRS si configura infatti come l'insieme logico di una serie di fasi di seguito riportate:

 

 

 

 


3.1 Valutazione e rilevazione delle differenze

La fase iniziale è rappresentata dalla valutazione e dalla rilevazione delle differenze tra i principi contabili italiani (OIC) applicati in precedenza dalla società ed i principi contabili internazionali (IAS/IFRS) ed ha i seguenti obiettivi:
• Identificare le principali differenze tra i principi contabili internazionali ed i principi applicati dalla società e/o dal Gruppo;
• Analizzare sinteticamente gli impatti contabili ed amministrativi, di processo e di sistema derivanti dal processo di conversione;
• Identificare i "gap" di natura amministrativo-contabile, di processo, organizzativi e sistemici da "gestire" nel processo di conversione.

La fase di valutazione iniziale, pertanto rappresenta un momento direttamente collegato alla fase di understanding generale della società, che consente di comprendere:
• le caratteristiche del business in cui essa opera (es. leggi e regolamenti, mercato, competitors, domanda ed offerta, etc.);
• le principali procedure amministrative che determinano il transito delle informazioni dai processi operativi all'area Finanziaria;
• la presenza di peculiarità nei legami tra la società e l'ambiente in cui essa opera (es. presenza di agenti, etc.)

Lo svolgimento di tali attività generalmente avvengono attraverso un insieme di interviste al personale interno della società appartenente all'ufficio Amministrazione e Controllo e in taluni casi coinvolgendo anche alcune figure chiave dei diversi cicli operativi (Process Owners).

Le informazioni raccolte in tali interviste vengono utilizzate per elaborare il risultato di questo primo passaggio che è pertanto rappresentato dall'analisi contabile contenente un riepilogo delle differenze rilevate tra gli IAS/IFRS ed i principi applicati dalla società e/o dal Gruppo, insieme con un piano di lavoro (dettagliato per principio) necessario per finalizzare la conversione ai Principi contabili internazionali che rappresenta un valido strumento per consentire al management di avere un'idea di massima circa l'intero processo di transizione.


3.2 Quantificazione degli impatti

La seconda fase consiste nella rilevazione degli impatti sia a livello di bilancio che a livello di processi amministrativi per effetto dell'adozione dei principi contabili internazionali.

La quantificazione degli impatti è il frutto della combinazione delle seguenti attività:
• scelte strategiche operate dal management della società ed aventi delle implicazioni sia a livello contabile che a livello di processo organizzativo. A titolo di esempio, secondo quanto disposto dallo IAS 1, la definizione della struttura dello stato patrimoniale e del conto economico della società non è definito univocamente così come per i principi contabili italiani, ma è il management della società a decidere lo stesso rispettando i dettami circa la struttura ed il contenuto minimo del bilancio indicati nel principio contabile internazionale IAS 1;

• calcoli e rilevazioni effettuate dal team di consulenti insieme al personale della società. A titolo di esempio, la quantificazione delle differenze di conversione richiede nella totalità dei casi l'intervento di un attuario circa la valutazione della voce "Trattamento di fine rapporto" secondo gli IAS/IFRS.

Il risultato di tale fase è pertanto rappresentato dall'insieme di documenti che determinano gli effetti della conversione su ciascun IAS/IFRS applicabile. Tali effetti sono individuati da una o più scritture contabili che rettificano in positivo o in negativo (a seconda dei casi) l'ammontare del patrimonio della società (scritture di rettifica) ed anche da una o più scritture contabili che modificano l'esposizione di determinate voci di bilancio non avendo però alcun effetto sul patrimonio della società (scritture di riclassifica).

 

 

 

 

 

Pertanto, il passaggio ai Principi contabili internazionali può determinare in capo alla società un miglioramento o un peggioramento del proprio patrimonio.

A titolo di esempio, a differenza di quanto previsto dai principi contabili italiani che ripartiscono il valore dell'avviamento negli anni mediante il meccanismo dell'ammortamento, i principi contabili internazionali richiedono che il valore dell'avviamento non venga più ammortizzato, ma sia sottoposto, almeno annualmente, ad un test per evidenziare eventuali riduzioni di valore.

Questa differenza di principio determina a livello di conto economico ed in assenza di perdite durevoli di valore dell'avviamento, un beneficio per le società che adottano i principi contabili internazionali per effetto della mancata contabilizzazione dell'ammortamento, con un immediato miglioramento del risultato operativo (EBIT).

Di contro, per completezza di esposizione è opportuno considerare il caso del principio contabile internazionale IAS 38, che non consente la capitalizzazione di alcuni asset intangibili come "i costi di impianto ed ampliamento" che invece risultano capitalizzabili secondo i principi contabili italiani (OIC).

Tale differenza di principio determina un effetto negativo per il conto economico IFRS nell'anno di transizione in cui verrà rettificata tale voce dal bilancio. Tuttavia, negli anni a seguire, il conto economico IFRS presenterà un effetto positivo come conseguenza del mancato ammortamento dei costi di impianto ed ampliamento che continueranno ad essere contabilizzati secondo i principi contabili italiani, ma che non avranno ragione di esistere secondo gli IFRS.


3.3 Predisposizione del Documento di Transizione

Una volta identificate le scritture di rettifica e di riclassifica, la fase successiva è rappresentata dalla predisposizione del Documento di Transizione, previsto dal principio contabile IFRS 1 che stabilisce tra le altre cose che:

• tale principio deve essere applicato da ogni impresa che redige il suo primo bilancio in conformità agli IFRS in modo esplicito e senza riserve;

• il primo bilancio redatto in conformità agli IFRS deve contenere il "Documento di transizione agli IFRS" che contiene la riconciliazione del patrimonio netto alla data di passaggio agli IFRS ed alla data di chiusura dell'ultimo esercizio per il quale l'entità ha redatto il bilancio in conformità ai precedenti Principi contabili, nonché del risultato economico di tale esercizio e delle rettifiche di rilievo apportate al rendiconto finanziario.

In relazione al contenuto di tale documento e ad un esempio pratico, si rimanda a quanto indicato nel paragrafo numero 4.4 del presente articolo.


3.4 Predisposizione dei bilanci IFRS

L'IFRS 1, stabilisce che, nell'anno di prima applicazione dei Principi contabili internazionali, l'entità dovrà presentare i dati comparativi IFRS dell'esercizio precedente, con conseguente necessità di rideterminare con effetto retroattivo i saldi di apertura dello stato patrimoniale iniziale alla data di Transizione (definita data di FTA);

Ipotizzando la redazione del primo bilancio ufficiale IFRS al 31.12.2008 (data di reporting), la società dovrà presentare dati comparativi al 31.12.2007 riesposti secondo gli IFRS, e conseguentemente dovrà rideterminare i saldi apertura al 1.1.2007 (data di transizione o data di FTA) dello Stato Patrimoniale secondo gli IFRS.

Anno 2006 Anno 2007 Anno 2008

Bilancio redatto secondo i precedenti principi contabili (OIC) Stato Patrimoniale di apertura rettificato secondo gli IFRS Riesposizione del Bilancio secondo gli IFRS - Informazioni comparative Predisposizione primo bilancio ufficiale IFRS

31/12/2006 01/01/2007 31/12/2007 31/12/2008


Per effettuare questo passaggio, occorrerà pertanto partire dai bilanci predisposti dalla società secondo i vecchi principi contabili ed operare le relative scritture di rettifica e riclassifica così come di seguito dettagliato, per poi giungere al bilancio IFRS.
Bilancio secondo i Principi contabili Italiani + Attività e passività il cui riconoscimento è richiesto dagli IFRS


(scritture di rettifica positive) - Attività e passività che non presentano i requisiti richiesti dagli IFRS

(scritture di rettifica negative) +/- Riclassificazione di attività e passività secondo gli IFRS

(scritture di riclassifica) = Bilancio IFRS


4. LA PRIMA ADOZIONE DEGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARD - IFRS 1

Il documento IFRS 1 ha lo scopo di garantire che il primo bilancio redatto in conformità agli IFRS e i bilanci intermedi relativi all'esercizio di riferimento di tale primo bilancio contengano informazioni di alta qualità che:
• siano trasparenti per gli utilizzatori e comparabili per tutti i periodi presentati;
• costituiscano un punto di partenza adeguato per l'inizio della contabilizzazione in base agli International Financial Reporting Standard (IFRS); e
• possano essere prodotte ad un costo non superiore ai benefici per gli utilizzatori.


4.1 Il concetto di retroattività

Il principio base indicato dall'IFRS 1 prevede che il bilancio sia redatto come se l'impresa abbia sempre applicato gli IFRS. L'Impatto a livello contabile di tale principio base introduce, pertanto il concetto di applicazione retroattiva dei nuovi standard.

In particolare, in sede di transizione devono essere utilizzati gli stessi criteri di valutazione in tutti i periodi contabili presentati nel primo bilancio in accordo con gli IFRS e nel bilancio di apertura e pertanto:
• devono essere applicati, per tutti i periodi presentati, gli IFRS in vigore alla data di reporting (31 dicembre 2008);
• non devono essere applicate differenti versioni di IFRS anche se erano in vigore in periodi precedenti alla data di reporting;
• possono essere applicati IFRS non ancora in vigore alla data di reporting date se lo specifico IFRS consente una applicazione anticipata;
• non possono essere utilizzate le disposizioni transitorie previste dai singoli IFRS

Gli effetti della conversione agli IFRS alla "Data di Transizione" sono riconosciuti in genere direttamente come rettifica della voce "Utili a nuovo".

L'applicazione dell'IFRS 1 ha degli effetti sia a livello contabile che a livello di informativa di bilancio come anticipato nei precedenti paragrafi. Con l'obiettivo di minimizzare i costi di conversione e agevolare l'adozione dei principi contabili internazionali, l'IFRS 1 prevede una serie di deroghe di natura facoltativa (esenzione) o obbligatoria (eccezione) al principio di retroattività sopra indicato.

Tali deroghe contenute nel documento IFRS 1 sono attualmente in fase di aggiornamento. Lo IASB, ha infatti emesso, nel mese di Settembre 2008, un Exposure Draft contenente ulteriori eccezioni al documento IFRS 1 che riguardano:
• Oil and Gas assets
• Operations subject to rate regulation
• Leases

La versione definitiva dell'IFRS 1 aggiornato con i sopra indicati emendamenti, è prevista per la seconda metà del 2009.


4.2 Le Esenzioni

Con particolare riguardo alle esenzioni, la società può scegliere di utilizzare una o più esenzioni facoltative all'applicazione retrospettiva degli IFRS. In particolare le esenzioni interessano:
• le operazioni di aggregazione di imprese;
• fair value (valore equo) o rideterminazione del valore come sostituto del costo;
• benefici per i dipendenti;
• differenze cumulative di conversione;
• strumenti finanziari composti;
• attività e passività di controllate, collegate e joint venture;
• classificazione di strumenti finanziari precedentemente rilevati;
• operazioni con pagamento in azioni;
• contratti assicurativi;
• passività per smantellamenti incluse nel costo di immobili, impianti e macchinari;
• leasing;
• valutazione al fair value (valore equo) di attività o passività finanziarie al momento della
rilevazione iniziale.

E' opportuno considerare che è ammessa l'adozione di una o più esenzioni e non necessariamente di tutte, pertanto il management della società dovrà valutare opportunamente quali esenzioni esercitare e quali non esercitare. Nel primo bilancio ufficiale redatto secondo gli IFRS occorrerà indicare quali sono state le opzioni esercitate dalla società in sede di prima adozione dei principi contabili internazionali.

Nei paragrafi seguenti vengono riportate alcune delle principali esenzioni sopra indicate.


Operazioni di aggregazione di imprese

I principi contabili internazionali richiedono di esporre tutte le aggregazioni aziendali, quali acquisizioni di controllate, collegate e joint venture effettuate prima della data di apertura dello stato patrimoniale, in accordo con l'IFRS 3.

Il documento IFRS 1 prevede per un'entità che adotta per la prima volta gli IFRS la facoltà di decidere di non contabilizzare le aggregazioni di imprese in modo retroattivo. L'impresa in sede di transizione può infatti scegliere di non applicare retroattivamente il principio contabile internazionale IFRS 3 alle aggregazioni di imprese avvenute prima della data di passaggio agli IFRS.

Tuttavia, laddove l'impresa decidesse di rideterminare la contabilizzazione di una qualsiasi aggregazione di imprese per conformarsi all'IFRS 3, dovrà rideterminare i valori di tutte le successive aggregazioni di imprese.

L'esercizio di tale facoltà consente alla società una serie di facilitazioni, tra cui:
- mantenere la stessa classificazione dell'aggregazione utilizzata nei bilanci redatti secondo i precedenti principi contabili;
- rilevare le attività e passività acquisite o assunte nell'aggregazione di imprese nello stato patrimoniale di apertura IFRS dell'acquirente, a meno che gli IFRS ne proibiscano il riconoscimento;

Tuttavia, se in base ai precedenti principi contabili, alcune controllate non erano state consolidate, in sede di transizione occorrerà:
• rettificare i valori contabili delle attività e passività della controllata ai valori che gli IFRS richiederebbero per lo stato patrimoniale della stessa controllata alla data di transizione;
• calcolare il valore dell'avviamento come differenza tra la quota di pertinenza del patrimonio netto ai fini IFRS e costo della partecipazione alla data di transizione;

Fair value (valore equo) o rideterminazione del valore come sostituto del costo

Una società può scegliere di valutare un elemento di immobili, impianti e macchinari e non a tutta la categoria omogenea a cui tale elemento fa riferimento, con uno dei seguenti criteri:
• al fair value alla data di transizione ai principi contabili internazionali e utilizzare tale valore come sostituto del costo;
• oppure al valore rideterminato di tali attività, effettuata alla data di passaggio agli IFRS, o a una data precedente a tale passaggio, in base ai precedenti principi contabili, come sostituto del costo alla data della rideterminazione del valore, se tale rideterminazione del valore, alla data in cui è stata effettuata, era nel complesso paragonabile:
o fair value;
o al costo o al costo ammortizzato in base agli IFRS, rettificato per riflettere, per esempio, le variazioni di un indice dei prezzi generale o specifico.

L'utilizzo di questa esenzione non comporta in futuro la necessità di rivalutare nuovamente i beni.


Benefici ai dipendenti.

I principi contabili internazionali richiedono per tutti i piani a benefici definiti l'esposizione, secondo lo IAS 19, dall'inizio del piano alla data di transizione. Pertanto, l'applicazione retroattiva dello IAS 19 imporrebbe all'entità di suddividere gli utili e le perdite attuariali cumulati dall'inizio del piano fino alla data di passaggio agli IFRS in una parte rilevata e in una non rilevata (corridoio).

Il documento IFRS 1 prevede per un'entità che adotta per la prima volta gli IFRS la facoltà di rilevare integralmente gli utili e le perdite attuariali cumulati per i piani a benefici definiti nello stato patrimoniale d'apertura, anche se essa usa il metodo del corridoio per gli utili e le perdite attuariali realizzati successivamente alla data di transizione.

Nella pratica riscontrata sul mercato della valutazione IAS del TFR, nella maggior parte dei casi le aziende rilevano inizialmente a patrimonio netto la variazione tra passività civilistica e passività IAS per poi riconoscere periodicamente a conto economico gli utili e perdite attuariali rilevati assieme alle altre componenti del periodo.

Un breve cenno merita anche la riforma della previdenza complementare e del TFR con efficacia 31/12/2006. In effetti, a partire da tale data, le valutazioni attuariali assumono differenti criteri:
 per le aziende con almeno 50 dipendenti la valutazione riguarderà sostanzialmente il solo TFR accantonato dal singolo dipendente sino al 31/12/2006
 per le aziende sotto i 50 dipendenti la valutazione riguarderà sia il TFR maturato al 31/12/2006 sia il TFR maturando in aziende (nella sostanza la riforma non ha modificato le valutazioni attuariali per tali aziende).


Differenze cumulative di conversione

L'applicazione retroattiva dello IAS 21 potrebbe richiedere a un'azienda di determinare le differenze da conversione cambi in conformità agli IFRS dalla data in cui una controllata è stata fondata o acquisita.

Il documento IFRS 1 prevede un'esenzione che consente alla società di azzerare le differenze sorte antecedentemente alla data di transizione; in caso di esercizio di tale facoltà, la società può:
• rilevare una riserva di conversione pari a zero alla data di transizione;
• facendo attenzione al fatto che le perdite o i ricavi relativi ad una successiva cessione di attività estera devono includere quelle differenze di traduzione la cui origine è anteriore alla data di transizione includendo solamente le differenze sorte successivamente.
Strumenti finanziari composti

Lo IAS 32 dispone che quando esistono strumenti finanziari composti l'entità debba separare, al momento dell'iscrizione, le componenti del passivo e del patrimonio netto.

Il documento IFRS 1 prevede una specifica deroga all'applicazione retroattiva dello IAS 32 in caso di strumenti finanziari composti già estinti alla data di transizione non indicando separatamente all'interno del patrimonio netto la quota di capitale e quella relativa agli utili a nuovo.


4.3 Le Eccezioni

Insieme alle deroghe di natura facoltative appena trattate (esenzioni), l'IFRS 1 prevede deroghe di natura obbligatoria (eccezioni) vietando l'applicazione retroattiva di alcuni aspetti di altri IFRS relativi a:
• cancellazione di attività e di passività finanziarie;
• contabilizzazione delle operazioni di copertura;
• stime;
• le attività classificate come possedute per la vendita e le attività operative cessate.


Cancellazione di attività e di passività finanziarie

Non devono essere riconsiderate le operazioni di eliminazione dal patrimonio aziendale (c.d. derecognition) di attività e passività finanziarie, inclusi gli strumenti derivati avvenute in esercizi con data di inizio precedente alla data di transizione ai principi contabili internazionali.

Un'entità, nell'ottica di passaggio ai principi contabili internazionali, deve applicare le regole di derecognition previste dallo IAS 39 in modo prospettico alle operazioni avvenute a partire dalla data di transizione agli IFRS.

Tuttavia, devono essere comunque considerati e rilevati in bilancio, con riferimento alla data di transizione, gli effetti di strumenti finanziari oggetto di derecognition ancora in essere alla data di transizione;


Contabilizzazione delle operazioni di copertura

Secondo quanto previsto dallo IAS 39, l'entità, alla data di passaggio agli IFRS, deve:
• valutare tutti gli strumenti derivati al fair value (valore equo); e
• eliminare tutti gli utili e le perdite differiti sugli strumenti derivati iscritti in base ai precedenti Principi
contabili come se fossero attività o passività.

L'entità non può contabilizzare nello stato patrimoniale IFRS di apertura una operazione di copertura che non è tale secondo lo IAS 39; e ad ogni modo, le operazioni di copertura non possono essere designate come tali retroattivamente e la documentazione a supporto non può essere creata retroattivamente.

Pertanto, secondo quanto indicato dallo IAS 39, le imprese alla data di transizione devono:
• valutare tutti gli strumenti derivati al fair value;
• eliminare tutte le eventuali perdite o utili differiti sui derivati che sono stati rilevati secondo i principi contabili precedentemente in vigore.

Stime

Alla data della transizione agli IFRS, le stime definite secondo i precedenti criteri contabili sono considerate valide a meno che manifestamente errate.

Le stime effettuate nei bilanci precedenti vanno modificate solo per rettificare errori e non per eventi successivi, pertanto non devono considerare le informazioni che vengono ricevute dopo la data di passaggio agli IFRS sulle stime effettuate secondo i precedenti Principi contabili, in quanto esse devono essere considerate alla stregua dei fatti successivi che non comportano una rettifica.

Per esempio, si ipotizzi che la data di passaggio agli IFRS di un'entità sia il 1° gennaio 2007 e che nuove informazioni ricevute il 15 luglio 2007 richiedano la revisione di una stima effettuata in base ai precedenti Principi contabili al 31 dicembre 2006. L'entità non deve, in base alle nuove informazioni, modificare le stime nello stato patrimoniale d'apertura conforme agli IFRS a meno che le stime debbano essere rettificate a causa di eventuali differenze nei principi contabili o vi siano prove oggettive che tali stime erano errate.

Invece, l'entità deve imputare gli effetti delle nuove informazioni sul bilancio che si chiude il 31 dicembre 2007.

Qualora l'applicazione degli IFRS richieda stime non previste dai precedenti criteri contabili queste sono effettuate sulla base delle informazioni disponibili alla data della transizione agli IFRS.


4.4 Il Documento di Transizione - Esempio

Come indicato nel paragrafo 3.3 del presente articolo, l'IFRS 1 prevede che l'entità debba illustrare come, il passaggio dai precedenti principi contabili agli IFRS, abbia influito sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sull'andamento economico e sui flussi finanziari. Questo obbligo di informativa viene soddisfatto mediante la predisposizione da allegare nel primo bilancio ufficiale IFRS di un Documento di Transizione che include:

DOCUMENTO DI TRANSIZIONE

PARTE NUMERICA PARTE DESCRITTIVA

1. Gli Impatti della transizione agli IFRS distinto per singolo IFRS sul patrimonio netto di apertura al 01.01.07 nel precedente esempio, risultato netto dell'esercizio 2007 e sul patrimonio netto al 31.12.2007. 1. Le informazioni tali da consentire all'utilizzatore del bilancio di comprendere le rettifiche rilevanti allo stato patrimoniale e al conto economico di transizione.

2. Impatti della transizione agli IFRS sui principali dati economici, finanziari e patrimoniali per l'esercizio 2007. 2. Le rettifiche di rilievo apportate al rendiconto finanziario, qualora l'entità ha presentato un rendiconto finanziario in base ai precedenti Principi contabili.

3. La riconciliazione tra i precedenti principi contabili e gli IFRS dello stato patrimoniale di apertura al 01.01.2007, del conto economico dell'esercizio 2007 e dello stato patrimoniale al 31.12.2007.

A titolo di esempio riportiamo di seguito un prospetto recante gli impatti (al netto del relativo effetto fiscale) della transizione agli IFRS sul patrimonio netto della ipotetica società Alfa S.p.A. e sul risultato d'esercizio (di cui al punto uno della precedente tabella).

(valori in migliaia di euro) Voce di Bilancio Note Patrimonio Netto

01.01.07 Risultato Netto

Anno 2007 Patrimonio Netto

31.12.07
Precedenti principi contabili (OIC) 25.000 1.800 26.800
IAS 2 - Variazione valutazione costo medio ponderato - Il metodo Lifo non è consentito Rimanenze 1 560 36 596
IAS 38 - Storno immobilizzazioni immateriali e relativi minori ammortamenti Attività Immateriali 2 (160) 15 (145)
IAS 36 - Svalutazione avviamento e relativo storno ammortamento Avviamento 3 (350) 550 200
IAS 16 - Storno costi capitalizzati, analisi immobilizzazioni materiali per componenti e revisione vite utili Immobili, impianti e macchinari 4 (185) 220 35
IAS 17 - Rilevazione della riserva finanziaria Immobili, impianti e macchinari in leasing 5 620 185 805
IAS 19 - Benefici ai dipendenti, variazioni rispetto al TFR TFR 6 200 (15) 185
IAS 37 - Attualizzazione riserve a lungo termine Fondi rischi ed oneri 7 400 (40) 360
IFRS 26.085 2.751 28.836
Variazione 1.085 951
2.036

Nell'esempio in esame, la società Alfa S.p.A., per effetto della transizione ai principi contabili internazionale ha incrementato il proprio patrimonio netto al 31.12.2007 di Euro 2.036 mila, di cui Euro 951 mila riferibili ad un miglioramento del risultato dell'esercizio 2007 (che passa da Euro 1.800 mila ad Euro 2.751 mila) ed Euro 1.085 mila riferibili ad un miglioramento del Patrimonio Netto iniziale che passa da Euro 25.000 mila ad Euro 26.085 mila.

Tale miglioramento è determinato dalle differenze a livello di principio contabile di seguito riportate.


Nota 1 - IAS 2 - Rimanenze

La variazione in aumento è determinata dal fatto che la società Attuariale.com valutava la maggior parte delle categorie di magazzino utilizzando il criterio LIFO che non è più consentito dagli IFRS. La società ha pertanto adottato il criterio del costo medio ponderato ed il cambio di metodo ha avuto l'effetto di aumentare il valore delle rimanenze di Euro 745 mila al 1° gennaio 2007 con un impatto positivo di Euro 560 mila sul patrimonio netto di apertura, al netto del relativo effetto fiscale (imposte differite). L'impatto 2007 è stato positivo e pari a Euro 36 mila sul risultato e pari ad Euro 596 mila sul patrimonio netto di chiusura.


Nota 2 - IAS 38 - Attività Immateriali

Alcune attività (oneri pluriennali) classificate come attività immateriali secondo i principi contabili italiani (OIC), non sono dotate dei criteri di riconoscibilità stabiliti dallo IAS 38 e pertanto sono state stornate. L'eliminazione contabile ha determinato una riduzione del patrimonio netto di apertura per Euro 160 mila, ed un impatto positivo per Euro 15 mila per l'esercizio 2007 per effetto della rettifica degli ammortamenti che sono rilevati secondo i precedenti principi contabili (OIC), ma che non hanno ragione di esistere secondo gli IFRS essendo la voce di riferimento stata rettificata integralmente nel bilancio di apertura.


Nota 3 - IAS 36 - Perdita durevole di valore delle attività

Gli IFRS stabiliscono che il valore dell'avviamento non è più oggetto di ammortamento ma è sottoposto, almeno annualmente, ad un test per evidenziare eventuali riduzioni di valore.

Pertanto la società, ha sottoposto il valore dell'avviamento iscritto in bilancio al 1° gennaio 2007 ed al 31 dicembre 2007, ad un test per verificare la presenza di riduzione durevole di valore, previste dallo IAS 36, tutte le unità generatrici di flussi finanziari (CGU) a cui era stato attribuito un valore di avviamento.

Le verifiche di cui sopra hanno dato origine ad una riduzione durevole di valore sul patrimonio netto di apertura al 1° gennaio 2007 per Euro 350 mila. Tuttavia, l'annullamento dell'ammortamento del goodwill ha generato un effetto positivo di Euro 550 mila sul risultato 2007.


Nota 4 - IAS 16 - Immobili, impianti e macchinari

Lo IAS 16, stabilisce che ciascuna società che adotta gli IFRS deve definire una propria struttura di asset tangibili distinguendoli per singole "componenti" (component approach) identificando, per ciascuna di esse, vite utili differenziate (laddove significative).

L'applicazione dell'approccio per componenti ha comportato l'eliminazione contabile di alcune voci precedentemente capitalizzate con un impatto negativo sul patrimonio netto al 1° gennaio 2007 di Euro 185 mila.

L'approccio per componenti, la revisione delle vite utili e gli effetti dello storno di cui sopra hanno determinato impatti positivi di Euro 220 mila sul risultato netto 2007 e di Euro 35 mila sul patrimonio netto di chiusura.

 

Nota 5 - IAS 17 - Leasing

L'adozione dello IAS 17 in sede di FTA ha portato al riconoscimento di leasing finanziari precedentemente contabilizzati come leasing operativi. L'impatto a livello di patrimonio netto di apertura è pari ad Euro 620 mila determinato mediante un incremento della voce "immobili, impianti e macchinari" ed un aumento dei debiti finanziari correnti e non correnti.
La contabilizzazione dei leasing finanziari ha determinato impatti positivi anche sul risultato 2007 che si è incrementato di Euro 185 mila.


Nota 6 - IAS 19 - Benefici ai dipendenti

La valutazione dei piani pensionistici e di altri benefici per i dipendenti deve essere effettuata con il supporto di una società specializzata in calcoli attuariali.

Dalle analisi attuariali effettuate è emerso un incremento del patrimonio netto iniziale per Euro 200 mila ed un decremento del risultato d'esercizio 2007 per Euro 15 mila.


Nota 7 - IAS 37 - Accantonamenti, passività ed attività potenziali

In base a quanto definito dallo IAS 37, i fondi per rischi ed oneri a lungo termine, per i quali è possibile stimare ragionevolmente l'esborso futuro e la rispettiva data di erogazione, sono stati oggetto di attualizzazione al fine di dare un valore corrente a queste passività future.

Al 1° gennaio 2007, l'attualizzazione delle riserve ha originato un aumento del patrimonio
netto di Euro 400 mila al netto del relativo effetto fiscale.

L'impatto sul risultato d'esercizio 2007 è stato invece negativo per Euro 40 mila come conseguenza del rilascio a conto economico degli interessi passivi.


5. CONCLUSIONI

L'adozione dei principi contabili internazionali, non può essere considerata come una mera variazione di regole formali per la redazione del bilancio, con effetti limitati alla sfera contabile, bensì rappresenta una radicale svolta verso un diverso concetto di bilancio, fondato su nuove logiche di valutazione.

Fino a oggi tutte le analisi sull'applicazione dei principi IAS / IFRS hanno riguardato i gruppi quotati che dal 2005, hanno dovuto obbligatoriamente adottare, per la predisposizione del bilancio consolidato (e dal 2006 per quello di esercizio), i nuovi standard internazionali.

A fianco di queste entità, è opportuno porre l'attenzione su realtà di medie dimensioni che hanno deciso di adottare i principi contabili internazionali in modo volontario, cioè prima dell'eventuale obbligo normativo.

Le ragioni che spingono tali aziende non quotate ad adottare volontariamente i principi IAS/IFRS sono molteplici ed hanno a che fare con gli effetti della transizione su:

Visibilità aziendale Miglioramento della visibilità internazionale, offrendo ai partner stranieri, attuali e potenziali, informazioni economico-finanziarie ottenute dall'applicazione di principi contabili riconosciuti da un numero sempre crescente di paesi nel mondo; Inoltre occorre rilevare anche un miglioramento in termini di immagine mediante un'informativa finanziaria maggiormente articolata ad ausilio degli investitori;

Mercato dei capitali Consentire l'accesso al mercato dei capitali, cosa che richiede la predisposizione di bilanci redatti secondo i principi contabili internazionali

Economie di gestione
Risparmio dei costi operativi e amministrativi per i gruppi con controllate estere in considerazione del fatto che tutte le società dovrebbero redigere un unico reporting seguendo standard riconosciuti a livello internazionale;

Processi Miglioramento dei processi di monitoraggio delle aree critiche caratterizzanti la gestione d'impresa favorito dagli IAS/IFRS che richiedono informazioni specifiche;

Benchmark con competitors Comparazione immediata della situazione economica, patrimoniale e finanziaria con i concorrenti stranieri;

Convergenza Sviluppo di sinergie tra reporting esterno e controllo di gestione; I principi contabili internazionali ponendo una significativa enfasi sulla rilevazione contabile degli accadimenti economici sulla base della sostanza economica e nella prospettiva dell'investitore richiedono in taluni casi (segment reporting) un'analisi di grandezze quantitative di matrice gestionale;

Ambiente di controllo Disponibilità per il management della società efficaci strumenti di reporting e di controllo per la valutazione delle performance economiche, patrimoniali e finanziarie della società (o di segmenti della stessa).

Acquisizioni e
vendita Favorisce le strategie di acquisizione e/o vendita di asset con società e/o investitori presenti in paesi stranieri.


Ai vantaggi che deriverebbero alle imprese che volontariamente decidono di passare ai principi IAS/IFRS per la redazione dei bilanci bisogna aggiungere per completezza d'analisi anche i vincoli che tale scelta comporta.

Il passaggio ai nuovi standard internazionali (IAS/IFRS) rappresenta un momento di innovazione all'interno dell'impresa che come tale, necessita delle attività di avvicinamento ad una nuova cultura contabile ed amministrativa sensibilmente difforme da quella tradizionale.

Il passaggio ai principi contabili internazionali non può prescindere da un'attività di formazione ed addestramento del personale amministrativo, insieme ad un'analisi e se necessario ad una revisione dei processi amministrativi e contabili, dei sistemi informativi e delle procedure organizzative, tali da rendere la struttura aziendale capace di attivare nuove modalità operative al fine di raccogliere, elaborare e utilizzare le informazioni che vengono richieste dagli IFRS.

Nella previsione che gli IAS/IFRS diventeranno i principi di riferimento anche in Italia per le società non quotate in un orizzonte temporale breve, a seguito della futura applicazione degli IFRS per le PMI (la cui approvazione è prevista dallo IASB entro il primo trimestre del 2009), decidere di passare ai principi contabili internazionali mediante una transizione volontaria può rappresentare una scelta strategica da parte del management finalizzata a consentire un passaggio organizzato e strutturato ai nuovi standard favorendo l'acquisizione delle dovute competenze da parte dell'intera struttura amministrativa in tempi adeguati.

 

 


  
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